La "fiera del libro" a Torino, si terrà dal 14 al 18 maggio

di Cristoforo Puddu

 

Torino prosegue il suo percorso di trasformazione da capitale dell’industria a quella della cultura. La brillante Fiera Internazionale del Libro – giunta alla ventiduesima edizione –  è la punta di diamante  delle tante attività che negli anni hanno alimentato, con la partecipazione delle più lucide intelligenze del mondo contemporaneo, gli eventi torinesi. Il programma inaugurale vedrà la presenza di Umberto Eco in conversazione con Jean-Claude Carrière sul titolo Non sperate di liberarvi dei libri. Presenza attesa quella del cantautore genovese Gino Paoli, che festeggia i cinquant’anni di carriera, e rappresenterà l’incontro tra la musica e la parola; stimoli per approfondire il ruolo e il futuro dei libri in tempi dominati dal linguaggio  visivo digitale. Il tema dell’edizione 2009, che si terrà al Lingotto dal 14 al 18 maggio, sarà "IO, GLI ALTRI", osservato ed interpretato dalle diverse angolature letterarie, filosofiche, scientifiche, politiche, mitologiche e soprattutto nell’aspetto dell’attuale rapporto umano, secondo il pensiero contemporaneo. Dunque, si prospetta, una Fiera di riferimento per l’editoria ma anche osservatorio privilegiato sullo studio dell’evoluzione del’io nel suo rapporto con gli altri in situazioni nuove di profondi mutamenti affettivi, sociali ed economici. Il tradizionale spazio al Paese ospite, con stand, mostre, convegni, autori ed editori, è dedicato all’Egitto che sarà rappresentato in Fiera dall’esimio archeologo Zahi Hawass e dal segretario generale della Soprintendenza per le Antichità Egiziane. Negli anni precedenti si erano succeduti nel ruolo di Paese ospite la Catalogna, Olanda, Svizzera, Canada, Grecia, Brasile, Portogallo, Lituania e Israele. Sezioni speciali e di grande interesse della Fiera sono riservate alla scuola e ai ragazzi; mentre il Bookstok Village per i giovani,  giunto al terzo anno consecutivo, avrà come motivo conduttore La Strada e La Scienza. Dal 2010 l’evento torinese riprenderà il nome originario di Salone del Libro, com’era stato dal debutto fino al 1999; la modifica era stata imposta da ragioni legate alla proprietà del marchio. Cosa ci riserverà la presenza editoriale sarda all’appuntamento di Torino? Lo stand Regione Sarda ha finora rappresentato un’importante occasione d’incontro per tanti emigrati sardi, residenti nel centro-nord della Penisola, e una passerella di grande visibilità d’offerta culturale e turistica per l’Isola.

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