Si è rovesciata la barca dei due Fresi di Sassari che hanno tentato il giro del mondo senza scalo

di Massimiliano Perlato

Anche su "Tottus in Pari", sette mesi fa, avevamo accompagnato l’inizio della grande avventura di Paolo e Vittorio Fresi, padre e figlio, navigatori sassaresi per il giro del mondo senza scalo con la barca a vela Onitron Autoprestige. Purtroppo la stessa, ha disalberato in pieno oceano Pacifico a circa tremila miglia da Capo Horn. E’ stata rovesciata dalle ondate durante una tempesta e ha perso la parte superiore dell’albero, che si sarebbe spezzato. Piero e Vittorio stanno bene e hanno lanciato col telefono satellitare. E’ stata subito allertata la capitaneria di porto di Porto Torres che ha rilanciato l’allarme al comando generale di Roma. Sono già stati presi contatti con la guardia costiera neozelandese per un’eventuale operazione di soccorso. Durante la scuffia della barca – non è escluso che abbia fatto un giro di 360 gradi finendo con l’albero giù e la chiglia su – è andata persa anche l’antenna esterna del satellitare e parte dell’attrezzatura del rollbar che sovrasta il pozzetto. Non è nota la sorte dei pannelli solari e del generatore eolico. Onitron si trovava praticamente a metà strada tra la Nuova Zelanda e la punta meridionale dell’America del Sud. Resta l’amarezza, dopo 210 giorni di viaggio, per la grande avventura che sfuma. Ma il Pacifico meridionale è un mare terribile. Le onde, sospinte da tempeste che si susseguono, creano onde mostruose. A volte tanto alte da sventare le vele. Fare una "capriola" – in avanti o in dietro – in queste condizioni è un’eventualità che tutti i navigatori temono. Soprattutto con una barca lenta come Onitron. Pare che la barca sia restata rovesciata per lunghi terribili minuti prima di ritornare in assetto.

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