G8: La Maddalena si prepara ad ospitare il prossimo vertice dei grandi

di Massimiliano Perlato

La prima volta che La Maddalena ospitò un G8 le cose non andarono tanto bene. Benché fosse giugno, il tempo si mise di traverso, e impedì ai Grandi convenuti nell’isola di sbarcare: era il 1882, e gli emissari delle teste coronate di mezza Europa nonché del presidente degli Stati Uniti si trovarono nell’arcipelago per i funerali di Giuseppe Garibaldi. L’eroe fu salutato dalle salve delle navi, ma poi vento e mare impedirono i rifornimenti e la partenza per giorni. Bizzarrie del tempo maddalenino. Non altrettanto sarà per il G8 che nel 2009 si terrà sull’isola a cui Silvio Berlusconi in persona ha dato il via libera definitivo: lo ha promesso il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che come commissario straordinario per l’evento si è preso la responsabilità di garantire che a luglio tutto sarà pronto. E cioè che, laddove oggi c’è un vecchio edificio di fine Ottocento usato come ospedale, ci sarà un albergo a cinque stelle lusso adatto ai Grandi, e che nel vecchio Arsenale, anch’esso di stampo ottocentesco e in disuso da trent’anni, sorgeranno come per incanto la conference room degli incontri dei capi di Stato, l’area stampa, un altro albergo e la darsena per un migliaio di posti barca. Tutto lustro, ecologicamente compatibile e ad autonomia energetica solare, popolato di mezzi elettrici e con la banda larga via etere, con i materiali di scarto riutilizzati nella malta e con cibo ‘a kilometri zero’. Una meraviglia tecnologico-turistica destinata non solo a sfruttare le vestigia di vecchie servitù militari di cui la Regione è diventata proprietaria, ma anche a cancellare definitivamente quell’atmosfera da vecchia colonia che aleggia nell’isola. E a lanciare l’arcipelago, fino a pochi mesi fa vincolato (e preservato) dall’ingombrante presenza della base americana, nel grande giro del turismo di lusso. Oggi, infatti, secondo i calcoli dell’Ente parco, ogni anno arrivano nell’arcipelago 12 mila barche, e 3.800 passeggeri al giorno vengono riversati dai barconi su spiagge e spiaggette di Santa Maria, Budelli, Spargi, tutti gioielli naturali. Turismo di passaggio, che non fa la spesa, non va in albergo, non affitta case. Consuma le bellezze naturali, ma non lascia soldi. Ora invece i soldi per far fare alla Maddalena il grande salto ci sono. Trecento milioni per i lavori dell’evento G8, garantiti da Bertolaso (la Regione ne metterà una settantina, il resto viene da stanziamenti fatti ad hoc, più il rastrellamento di 100 milioni di fondi Fas per le aree sottoutilizzate), ma che lieviteranno fino alla strabiliante cifra di 800 milioni. Come? Agganciando al treno in partenza del grande evento, e alle sue procedure superveloci sull’impatto ambientale, una serie di opere pubbliche che Regione e Comune avevano in mente di fare (con relativo stanziamento): dalle quattro corsie Olbia-Sassari (370 milioni di euro) al nuovo tracciato della Arzachena-Palau (85 milioni), all’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia per far atterrare l’Air Force One, dal depuratore-potabilizzatore dell’isola dimensionato ai futuri consumi (12 milioni), fino al ‘waterfront’ maddalenino (18 milioni), insomma il porto turistico nuovo di zecca che farà lievitare i posti barca da diporto dai 90 ospitati attualmente nella piccola Cala Gavetta a 650. Più quelli dell’Arsenale, un tripudio di nautica dove oggi la fanno da padroni gommoni e barconi di legno che offrono pasta con le cozze. Nel compendio militare in città, off-limits fino a febbraio e dove gli americani facevano la spesa, andavano al cinema, portavano i bambini al parco e giocavano a squash, oggi governa la Protezione civile che sorveglia i lavori del G8. La grande prova sarà comunque il G8. Reggere all’arrivo delle 20 mila persone che l’evento di luglio 2009 porterà sull’isola non sarà facile. Alla Protezione civile sono ottimisti e anche un po’ eccitati. Dopo aver organizzato congressi eucaristici, firme della Costituzione europea e intronizzazione del papa, questo è il loro primo intervento ‘da prato verde’, in cui si parte da zero e tutto va inventato e realizzato. Affrontando temi quali: quanto devono essere grandi le suite di Sarkozy e della Merkel, di Putin e di Obama, insomma degli otto big più il presidente della Ue e quello di turno del Consiglio europeo con relativi capi delegazione? Come si sposteranno i suddetti grandi? E dove far dormire i 3 mila giornalisti attesi e le 10 mila forze dell’ordine? Come sfamare tutti in un’isola che importa qualsiasi cosa da fuori? Come garantirsi da cadute di tensione elettrica o che dal rubinetto della Jacuzzi di Putin non esca più l’acqua? I progetti, sono tutti vincolati dal segreto militare. Le maestranze stanno lavorando 24 ore su tre turni. Poi tutta l’area del vecchio Arsenale militare, dal molo dove nell’Ottocento si scaricava il carbone alla darsena per le riparazioni, sarà il volano del futuro maddalenino. Sarà lì che nascerà il Polo nautico dell’arcipelago, con una zona per l’attività fieristico-commerciale e una di rimessaggio per la cantieristica leggera, cioè non i super-yacht, ma le barche a vela. Più albergo per gli equipaggi. Ma chi sogna l’America’s cup dovrà rassegnarsi: a Valencia è stata necessaria una superficie che è cinque volte quella maddalenina.

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