Nella campagna elettorale, lo scontro si sposta sulla valenza degli emigrati sardi

di Marco Murgia

 

Sono preoccupati «per l’immagine sbiadita, triste e intollerante che ha la Sardegna a livello internazionale» e attaccano la Giunta Soru «per l’assenza di dialogo con il mondo dell’emigrazione». Hanno fiducia in Ugo Cappellacci, convinti che con lui «l’isola si riprendere vita e frenare l’immigrazione di 4-5mila giovani ogni anno». Sono gli emigrati sardi a favore del candidato del centrodestra: imprenditori, sindacalisti di primo livello, politici già in corsa con la destra nel 2004, avvocati in pensione. Vengono da Olanda, Svizzera, Germania, Spagna, Francia: «Figli di questa terra prestati all’estero», dice Cappellacci, «i primi ambasciatori della Sardegna nel mondo». Dicono il contrario dei conterranei che dall’estero sostengono Soru: per questi ultimi, mai la Sardegna aveva avuto un’immagine così alta nel mondo. Parere che non conta, per la delegazione a sostegno di Cappellacci: «Nelle federazioni sarde in Europa e nel mondo», dicono a chiare lettere, «il malessere è diffuso per il mancato dialogo e i tagli alle risorse per i circoli all’estero. Quelli che arriveranno a votare, sceglieranno il cambiamento vero». Dal loro punto di vista, il cambiamento è a destra. Curioso che, nel frattempo, molti sardi si preparino a tornare nell’isola per votare la continuità del lavoro di Renato Soru: la prova nei forum su Internet ma anche l’organizzazione dei pullman dal centro Italia dopo il viaggio del candidato del centrosinistra a Torino e Bologna. Si fanno sentire, gli emigrati per Soru: «capire la politica della Giunta uscente su questo problema basta vedere la Conferenza Internazionale dell’Emigrazione, a Cagliari, con oltre 400 rappresentanti dei sardi nel mondo che hanno dimostrato il loro grande consenso al presidente Soru e all’assessore Romina Congera. In questi anni si sono rafforzate le iniziative di politica culturale e promozionale e di tutela dell’identità e della lingua per i sardi nel mondo, investendo sulla qualità, piuttosto che sull’assistenza; a questo scopo, nell’ultimo bilancio della Giunta regionale uscente c’è la proposta di aumento di un milione di euro per il capitolo emigrazione. Il favore e il sostegno degli emigrati per Renato Soru è dimostrato dai "pullman per Soru" che si stanno organizzando in Europa per venire a votare il 15 febbraio (Belgio, Francia, Germania e Italia); dalle grandi e calorose manifestazioni degli emigrati e degli studenti a Torino e a Bologna; dal pronunciamento dei sardi eletti negli enti locali delle Regioni italiane, che hanno firmato un appello per Soru, insieme alla Parlamentare Europea, emigrata, socialista, eletta in Belgio Giovanna Corda; dalle adesioni al manifesto "Emigrati per Soru" dei sardi di tutte le parti del mondo, intellettuali, ricercatori, professionisti, operai e impiegati. Piaccia o non piaccia questa è la realtà e sulla base di ciò la maggioranza di noi emigrati sostiene, per il bene della Sardegna, Renato Soru». Tant’è, per Cappellacci la rappresentanza seduta accanto a lui a palazzo Doglio basta e avanza. E coglie la palla al balzo: in caso di vittoria «verrà istituito un ufficio per le relazioni con gli emigrati sardi all’estero direttamente dipendente dalla presidenza della Giunta regionale per costruire una strategia di marketing della Sardegna all’estero». Affetto e sviluppo, ecco la ricetta di Cappellacci: perché i sardi all’estero, 300mila in Europa e 700mila nel mondo, sono «un potenziale straordinario, ma inespresso, per diffondere l’immagine dell’isola». Colpa dell’ex presidente, attacca il candidato del PdL: «Soru ha presenziato una volta sola alla Consulta per l’emigrazione e solo sette volte su 58 al Comitato delle Regioni di Bruxelles». Anche la replica di Soru non si fa attendere: «Cappellacci ancora una volta dice di voler fare cose che sono state già fatte. Quando dice di voler rafforzare il legame con gli emigrati sardi all’estero ignora, o finge di ignorare, che per la prima volta dopo 20 anni Cagliari ha ospitato, dal 25 al 27 aprile 2008, la Conferenza internazionale dell’emigrazione "I sardi nel mondo", fortemente voluta dalla Regione Sardegna. E che nel 2008 i contributi per gli emigrati all’estero sono cresciuti di un milione di euro». Sulla questione della rappresentanza: «In base a un accordo stipulato tra la Regione e l’Anci, i membri supplenti del Comitato delle Regioni vengono scelti tra i rappresentanti dell’Anci. Dal 2004 non c’è stata una sola riunione del Comitato delle Regioni in cui la Sardegna non sia stata rappresentata». Da lui o da un rappresentante dell’Anci delegato appositamente: significa «che la Sardegna ha sempre partecipato ai lavori del Comitato delle Regioni. E infatti nell’aprile 2008 la commissione Educ del Comitato delle Regioni, che si occupa di istruzione e ricerca, è stata a Cagliari per due giorni di lavoro». Ma il punto è un altro, e si capisce dalle dichiarazioni dei rappresentanti degli emigrati. Tutti innamorati della Sardegna ma non tutti disinteressati. C’è Nando Ceruso, responsabile per la stampa dei circoli degli immigrati in Svizzera, segretario generale aggiunto dei sindacati cristiani in Svizzera, già esponente dell’Unione del popolo sardo che si presentò alle scorse regionali con il centrodestra; c’è Ettore Serra, portavoce di un’associazione di sardi residenti nell’Alto Lazio e nell’Alta Toscana che sottolinea «la necessità di portare in terra sarda le voci dell’emigrazione organizzata»; c’è Tore Melis, rappresentante di un’associazione di sardi emigrati in Spagna, avvocato in pensione, secondo cui «troppi giovani, anche qualificati dal punto di vista professionale, sono costretti ancora oggi a emigrare per l’assenza di prospettive nell’isola». E c’è Paolo Liceri, già stella del rally isolano, imprenditore del cioccolato in Svizzera: «Siamo in tanti, gli imprenditori che vorrebbero tornare qui. Ma non c’è nulla, e impossibile fare qualsiasi cosa». Parla di suoi conoscenti: ristoratori e imprenditori dell’edilizia. Con Cappellacci, ché magari cambia qualcosa.

Una risposta a “Nella campagna elettorale, lo scontro si sposta sulla valenza degli emigrati sardi”

  1. Forte sardu fizzu ‘e Gennargentu

    ham us guvernante unu balente

    a s’attera banda est un ischentu

    lu zuchen a tira che molente

    amigos caros ponie mente

    si sa Sardinna cheries sarvare

    a Soru comente Presidente

    duminica e lunis depis separare

Rispondi a Tonino Mulas (Milano) Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *