Sardi per l'associazione "Noha" a Milano: portavoce lo scrittore Pietro Picciau

di Sergio Portas

 

Nel suo ultimo libro (La recluta di Aden, Davide Zedda ed.) Pietro Picciau descrive magistralmente lo scenario mediorientale in cui si muove il suo protagonista, l’agente segreto Marreri, tutt’altro che uno 007(pensate che di nome fa Bartolomeo), un bravo funzionario che svolge il suo compito con professionalità, dedizione, come spesso sanno fare i sardi che operano nell’amministrazione dello stato. Picciau, di Monserrato, fa il giornalista per l’Unione, è attivo nel sindacato, segretario regionale dell’ordine, ha scritto numerosi altri libri di genere diverso dal "giallo". E’ qui a Milano, sabato 20 dicembre, a raccontare di questo suo libro in veste comunque di operatore di pace. O almeno così mi sento di chiamare tutti gli artisti sardi che, insieme a lui, si sono mobilitati nella raccolta fondi in favore di "Noha", l’associazione Nuovi Orizzonti Handicap, che ha sede a Milano. Ora com’è che siano i  sardi, che non passano certo per ricchi, a venire nella capitale economica e finanziaria d’Italia per portare sostegno a questa (benemerita) associazione milanese si può solo giustificare con quello spirito che soffia giusto dal medio oriente, dove le cronache narrano di questo Yehoshua ben Yosef (rubato a Corrado Augias, "Inchiesta su Gesù, Mondadori) venuto al mondo,più o meno 2000 anni fa, qualcuno dice in quel di Betlemme, quasi sicuramente a Nazareth  di Giudea, e  che avrebbe cambiato per sempre i destini di questo nostro mondo. Cinzia Chessa, che in Sardegna è pedagogista per i servizi sociali, mi spiega che non c’è nulla di strano: questi della Noha (ci tengono a dirmi che l’associazione è composta da volontari, disabili e non) tra le altre innumerevoli attività a favore dei portatori di handicap fisici organizzano vacanze autogestite in località turistiche marine, in strutture messe a disposizione  dalle amministrazioni locali pubbliche e private (principalmente colonie e asili comunali). E nel corso di oltre venti anni di attività, sono nati nel 1980, hanno vissuto esaltanti esperienze sarde nei mari di Palau, Santa Teresa di  Gallura, Alghero, Bosa e Villasimius. In uno di codesti frangenti si sono imbattuti in Cinzia Chessa ,che è una tosta, cavallerizza in quel di Oristano quando impazza la Sartiglia: mi dice, papale papale, che ha intenzione di farsi ottocento chilometri a cavallo sul cammino di Santiago de Compostela. Qui a Milano ha portato le rosette di stoffa cucite a mano dalle donne di Oristano che i cavalli della Sartiglia sfoggiano nel carnevale  più policromo dell’isola, e certo uno fra i più suggestivi. Andranno all’asta, domani, con alcune delle opere degli artisti sardi presenti qui. Tra gli altri l’arburese Giuseppe Floris Serra e Pier Paolo Lampis, compaesano di Guspini. Mi dice Pierpaolo che può dedicarsi a questa sua passione d’artista (ceramiche cotte col metodo Raku)giusto perché è stato posto in mobilità. Lui, diplomato in chimica industriale, si è fatto per 31 anni Guspini-Macchiareddu e ritorno al petrolchimico dell’Eni ed ora, in questi ulteriori cinque anni "scivolerà" dolcemente in pensione. E  con questi chiari di luna che vedono la parola recessione di gran lunga superare tutte quelle che vagano per l’universo mondo, ha quel  minimo di sicurezza per dedicarsi all’attività che ha sempre sognato di svolgere. Pensare che la sua prima esposizione risale al ’77 quando, con Giorgio Scano, altro artista guspinese, allora come lui giovanissimo, ora quotato pittore, presentarono le loro opere nel "grattacielo" di Guspini. Per scoprire i segreti del Raku Pierpaolo ha  dovuto seguire dei corsi in Toscana chè, mi dice, gli artisti sardi sono gelosi dei propri segreti  di lavoro e non ne vogliono sapere di condividere con altri le tecniche del loro operare. Gli è sembrato ovvio collaborare a questa impresa di beneficenza: questi della Noha hanno in realtà degli obiettivi  non minimali: servono loro centomila euro per rimettere a nuovo una delle cascine che il comune di Milano possiede nel parco sud e assegna alle associazioni di volontariato che ne facciano richiesta. Obiettivo più a breve termine:l’acquisto di un’ambulanza. E poi i campi estivi sono sempre autogestiti, vi partecipano dai 40 ai 70 elementi e qualche volta ne vengono  allestiti due all’anno. E poi ci sono le attività sportive, quelle di formazione e di informazione, i "gruppi cinema" che si incaricano di accompagnare i portatori di handicap a vedere un buon film ogni tanto. Tutte attività che debbono essere finanziate in qualche modo. Domani qui è prevista  anche una "esperienza tattile di pittura per i non vedenti". I quadri che dipinge Giuseppe Floris Serra mi paiono fare giusto al caso, formati come sembrano da migliaia di piccoli sassolini tondi assemblati l’uno con l’altro e dipinti, uno per uno, con colori diversi a formare la figura di fondo che ne emerge come per magia cromatica. Da San Gavino, Cinzia ha portato anche lo zafferano e Francesco Uccheddu, artista  di del Sinis i suoi pezzi di ossidiana del monte Arci, Marco Marras concorre con la sua "glass metal art". Insomma è un vero e proprio "team sardo" che è presente oggi nella capitale lombarda a contribuire alla realizzazione del sogno di questi nostri fratelli meno fortunati. L’hanno chiamate "Luna Sarda pro Noha" tutta la manifestazione e, al di là del successo economico che otterrà, uno scopo già lo ha raggiunto. Quello di operare per la pace tra gli uomini. Nel vicino medio oriente il nostro paese mantiene , in armi, un contingente di 2500 uomini a garanzia delle frontiere libanesi (sotto la bandiera ONU). E anche questi soldati sono generalmente associati alla parola pace, che pure deve essere garantita dall’efficienza dei  loro carri armati. E purtroppo i cieli di Gerusalemme, di Gaza, anziché brillare di comete ultimamente sono percorsi dai razzi kassam che si infrangono sul suolo di Israele. Quello stesso Israele che tiene in una morsa di filo spinato la Palestina tutta. Da più di sessant’anni.  Inevitabile che il nostro pensiero ritorni a quel bambinello che vi dicevo prima nascere da quelle parti, quel Gesù figlio di Giuseppe che, diventato adulto, prese a predicare cose  scandalose. Scrive Matteo nel capitolo 5, 1-12, 19 del suo Vangelo:" Prendendo allora la parola li ammaestrava dicendo: … Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli… beati gli afflitti, i miti, i misericordiosi… beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio…". Non si può negare che quelli di Noha siano operatori di pace e che gli artisti  di "Luna Sarda" in questa occasione abbiano voluto marciare con loro, si siano posti sotto la loro bandiera. E hanno portato i loro doni, frutto del loro ingegno,mettendoli spiritualmente in terra davanti a quella capanna di Palestina che vide la nascita miracolosa da una vergine a nome Maria, facendosi spazio tra l’oro, l’incenso e la mirra.

 

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