Questione energetica: buone prospettive per le imprese sarde

di Roberto Scema

 

La società Galsi e Snam Rete Gas hanno firmato l’accordo definitivo che conferma il reciproco impegno e definisce le condizioni per la realizzazione della sezione italiana del nuovo gasdotto di importazione del gas naturale dall’Algeria all’Italia, via Sardegna. Secondo i termini dell’accordo, Galsi provvederà allo sviluppo dell’ingegneria e all’ottenimento delle principali autorizzazioni mentre Snam Rete Gas si occuperà della realizzazione e della successiva gestione dell’attività di trasporto.  L’intesa raggiunta conferma l’impegno di Galsi e di Snam Rete Gas nello sviluppo di uno dei più importanti progetti italiani di approvvigionamento e che rappresenta, oltre ad una nuova sfida tecnologica, anche il primo passo per la metanizzazione della Sardegna, che, va ricordato, a oggi non dispone del gas naturale. Vale la pena ricordare in cosa consiste il progetto Galsi: si tratta di una condotta lunga complessivamente più di 800 chilometri (284 km tra Algeria e Sardegna, 280 km a terra, nella nostra isola, 275 km tra la Sardegna e la Toscana), che avrà il compito di trasportare ben 8 miliardi di metri cubi all’anno. Il viaggio del Galsi inizia in Algeria, dove il gas viene compresso fino a raggiungere la pressione adatta per l’immissione nella conduttura sottomarina. In Sardegna la condotta raggiunge la località di Porto Botte, dove la pressione del gas, introdotto in un tubo più grande, viene ridotta. La condotta, attraversata l’isola, riprende il mare nei pressi di Olbia, dove il gas viene nuovamente compresso e condotto fino a Piombino, dove il tubo si innesterà nella rete nazionale per la distribuzione. I lavori, che dovrebbero avviarsi nel secondo semestre del 2009, e chiudersi entro il 2012, rappresentano una sfida, anche sul piano tecnologico: basterà ricordare che con i suoi 2885 metri di profondità massima, sarà il gasdotto più profondo del mondo. Per la Sardegna i vantaggi sono considerevoli, se si considera che le condizioni geografiche della Sardegna e la  scarsa disponibilità di risorse naturali locali, hanno reso fino ad oggi il sistema energetico sardo dipendente per il 94% da fonti esterne. Secondo i dati proposti dal Piano Energetico regionale, allo stato attuale, in assenza del gas naturale, la diversificazione delle fonti di energia in Sardegna segnala una grande dipendenza dal petrolio (74%) e dal carbone (23%), i più inquinanti tra i combustibili fossili. In questo contesto la realizzazione del gasdotto Galsi e la conseguente metanizzazione della Sardegna potrebbe rappresentare un grande opportunità di crescita per tutto il sistema economico dell’isola, garantendo una maggior sicurezza di approvvigionamento energetico, una differenziazione delle fonti di energia con vantaggi non solo economici ma anche ambientali, una disponibilità di gas naturale attraverso una rete di distribuzione direttamente presso le utenze, maggiori opportunità di sviluppo industriale per le imprese energivore sarde, ricadute positive sull’economia e l’imprenditoria sarda durante la fase di costruzione del gasdotto, aumento delle attività imprenditoriali indotte per la creazione, gestione e manutenzione delle reti di distribuzione locale del gas. Prospettive importanti dunque in campo energetico, anche alla luce della pesante incidenza del caro petrolio sul sistema imprenditoriale nazionale ed isolano in particolare. Ma quella del gas non è l’unica iniziativa importante: si segnala ad esempio una forte attività dell’amministrazione regionale per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, quelli cioè destinati alla produzione di energia elettrica attraverso l’utilizzo dell’energia solare. Sono stati pubblicati tre bandi tesi ad incentivare l’installazione di nuovi impianti, il primo a favore degli Enti Locali, il secondo a vantaggio delle piccole e medie imprese, il terzo destinato ai privati cittadini. Il risultato è stato che, proprio per i privati, nel giro di due ore sono stati esauriti i fondi a disposizione, con grande delusione di tanti cittadini che attendevano il bando per avviare il proprio piccolo progetto di energia alternativa, sfruttando il cosiddetto Conto Energia, ossia il contributo statale che permette, oltre che lo scambio sul posto dell’energia prodotta, anche ‘acquisizione di un contributo per ogni kwh prodotta. Si fa fatica a capire perché la Regione abbia deciso un meccanismo che ha lasciato così tanti insoddisfatti, a fronte della quantità enorme di fondi che si stanno spendendo, non solo per Galsi, ma anche per le tante torri eoliche che stanno spuntando come funghi sulle colline di tutta l’isola. Non s’era detto che il sole rappresentava la scelta migliore, anche grazie al bassissimo impatto paesaggistico? Perché allora non scommetterci con decisione, invece che destinarci le briciole?

3 risposte a “Questione energetica: buone prospettive per le imprese sarde”

  1. sono tore pirastu ho 48 anni di macomer scrivo e canto canzoni in sardo ho inciso il mio cd ,”sa vida in sa sardigna”, visita il mio sito che parla di me e se vuoi acquista il mio cd. distinti saluti

  2. Attività:sono un cantautore scrivo e canto le mie canzoni in sardo e in italiano……. ho cantato in varie tv dal lontano 1982 al festival di riccione su rai 1, con pippo baudo, al super karaoke di fiorello ad alghero nel 1994, ho pure un vasto repertorio di canzoni di artisti italiani ed internazionali, dove canto e suono la chitarra… sono stato come ospite in tv dell’isola ne 1982 a telecostasmeralda, videolina, tele nova, cinque stelle col caro amico paul dessanti, ex cantante chitarrista dei barritas nel 1988-89, con tantissimi gruppi isolani come chitarrista e come cantante, esperienza musicale su palchi dal 1978 ad oggi …… ora lavoro nei piano bar ..locali….matrimoni feste di piazza ,ho fatto un cd che si intitola ” sa vida in sa sardigna ” contatti 0785748191 cell3475778718

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