Dalla passione per il mare all'allevamento di gamberi

di Matteo Algranati

 

Arrivato ad una situazione di relativa stabilità nella mia vasca, ho iniziato a pensare in cosa potevo cimentarmi per passare il tempo e scoprire cose nuove. Avendo allestito, tempo addietro, una vasca da 60 x 40 x 50h a fianco alla vasca principale e avendo una coppia fertile di gamberi  LISMATA WURDEMANNY  che regolarmente portava a termine la covata, ho iniziato ad informarmi sulle reali possibilità di portare le larve allo svezzamento. Il dubbio sulle reali possibilità di questo allevamento era dovuto alle svariate voci di corridoio che sostenevano  che l’allevamento dei gamberetti non era possibile a meno che gli si potesse fornire una colonna d’acqua di almeno 1,5 – 2 Mt  perché, senza questa colonna d’acqua, le larve non sarebbero riuscite a completare le mute necessarie per passare da larve a post larve. Come spesso accade le voci di corridoio sono dovute a mala informazione, informazioni per sentito dire o per poca voglia di provare.

Trovato e comprato, in America,  un libro specifico sull’argomento; tradotto con l’aiuto di molte persone di AQUAPORTAL , vista la mia scarsissima attitudine alle lingue, letto e riletto moltissime volte …………… sono partito per questa avventura

L’ALLEVAMENTO DEI  GAMBERI LYSMATA WURDEMANNI.

Il primo passo da fare è allestire una vaschetta dedicata solo ed esclusivamente alle larve. La cosa fondamentale, imparata a spese delle prime nasciture,  da tener conto durante l’allestimento, è l’assoluta importanza di avere meno ingombri possibili nella vaschetta. Qualsiasi attrezzatura mal posizionata, un areatore che appoggia al vetro, un riscaldatore troppo vicino alle pareti della vasca oppure ventose di un termometro non perfettamente aderenti, diventerà sicuramente una trappola mortale per le piccolissime larve che moriranno incastrate. Purtroppo non ho ancora capito, se è meglio mettere una pietra porosa all’areatore o lasciare solo il tubo libero. Ho il dubbio che mettendo la pietra porosa, le bolle escono solo dalla parte alta, lasciando senza ossigenazione e movimento la parte bassa della vasca. Prossimamente farò delle prove con le prossime schiuse

I Wurdemanni hanno un periodo di incubazione dai 10 ai 14 giorni in base alla quantità e qualità di cibo disponibile. Se gli si fornisce cibo in quantità e buona qualità, sforneranno larve robuste e ben formate ogni 10 giorni. Se invece si lesina sulla quantità e qualità del cibo si avranno  nascite ogni 14 giorni circa. La schiusa avviene sempre da 30 a 90 minuti dopo che l’ultima luce si è spenta. Spesso capita, in abitazioni particolarmente illuminate, che anche dopo lo spegnimento delle luci delle vasche i gamberi aspettino il buio totale per rilasciare le larve. Se i genitori negli ultimissimi giorni prima della schiusa vengono disturbati in maniera continuativa e violenta, è molto facile che decidano di abbandonare tutte le uova. Quindi bisogna fare molta attenzione agli altri inquilini della vasca.

 

RICAPITOLIAMO

VASCHETTA CON MISURE 30 X 25 X 25h.

RISCALDATORE PIU’ PICCOLO POSSIBILE 10-20 W, POSIZIONATO, SE POSSIBILE, SOSPESO A MEZZ’ACQUA.

AREATORE REGOLABILE CON POSSIBILMENTE POROSA IN LEGNO PER AVERE BOLLE SOTTILI.

E’ FONDAMENTALE CHE ANCHE LA POROSA SIA POSIZIONATA LONTANO DAI VETRI E DAL FONDO.

LAMPADA DA 9 – 18 W CIRCA. LE LARVE NON HANNO BISOGNO DI LUCE INTENSA MA E’ IMPORTANTE DARGLI ORARI ABBASTANZA REGOLARI.

FONDO E 3 LATI DELLA VASCHETTA, DOVRANNO ESSERE RICOPERTI DA CARTA ADESIVA NERA.

OGNI FONTE DI LUCE ESTRANEA, ATTIRERA’ IN MANIERA PERICOLOSA LE LARVE FACENDOLE RIMANERE APPICCICATE AL VETRO.

 

I gamberi  fanno la muta. Il giorno dopo vedrete sotto le zampe all’interno del carapace la massa di uova di color verde o marrone. Mano a mano che passano i giorni la massa delle uova si ingrandisce e lentamente  cambia colore passando dal verde al grigio, fino ad arrivare, al giorno prima della schiusa, ad un colore grigio chiaro, argentato. L’argentatura che si osserva è la luce che si riflette sugli occhietti delle larve. La massa di uova sarà talmente ingrandita che tenderà a sbordare dai plepodi dei genitori. In questo momento è fondamentale non disturbare i genitori in quanto uno spavento o uno scatto improvviso potrebbe portare alla perdita dell’intera covata. A questo punto dovreste essere pronti per provare a raccogliere le larve.

 

VASCHETTA ALLESTITA

CONTENITORE PER RACCOGLIERE LA LARVE APPENA NATE

TUBICINO DI DIAMETRO 6 PER ASPIRARE LE LARVE APPENA NATE

ARTEMIE APPENA SCHIUSE

 

Per le prime schiuse ho provato a raccogliere le larve utilizzando il RACCOGLI LARVE. In linea di massima l’aggeggio funziona me se si vuole recuperare la maggior parte delle larve nate il sistema migliore è curare i genitori, al momento della schiusa armarsi di una torcia per
attirare le larve tutte in un punto e, con un tubicino di diametro 6 aspirarle manualmente. In questo modo avrete la possibilità di raccogliere il 90% delle larve appena nate. A questo punto avrete 3-4-500 larve raccolte in un contenitore e dovrete travasarle nella vaschetta. Mi raccomando per il trasferimento di non rovesciatele ……. Tenete presente che più acqua c’è più cibo avrete bisogno di introdurre, più si sporcherà l’acqua, più i valori si alzeranno, più perdite avrete. I primi 2-3 giorni sono i più difficili e saranno quelli in cui avrete la maggior parte di perdite. I piccoli hanno bisogno di tanto cibo, tanta tranquillità e acqua molto pulita. Ogni mattina io aggiungo 1 caraffa d’acqua dell’acquario. Ogni sera mi metto con santa pazienza, aspiro i residui di cibo, i cadaveri e aggiungo 2 caraffe d’acqua dell’acquario. L’aggiunta dell’acqua deve essere fatta molto lentamente e possibilmente utilizzando un tubicino per evitare sbalzi eccessivi di temperatura, salinità e valori. In teoria, per i cambi d’acqua potreste preparare acqua salata completamente nuova, ma a me ha sempre spaventato dato che è molto difficile prepararla identica in temperatura e salinità a quella della vaschetta delle larve. Quindi io preferisco utilizzare sempre quella dell’acquario principale essendo molto più stabile. Dopo aver aggiunto acqua pulita, potete finalmente dargli il cibo. L’operazione più complicata di tutta questa avventura è la pulizia serale. Dovrete mettere in conto almeno 1 oretta per i primi 20- 30 giorni e poi una mezz’ora per i restanti 20-25 giorni. Poiché le larve mutano in post larve e poi in gamberi veri e propri, avrete bisogno di poco tempo per accudirli. Vi starete chiedendo il motivo di tutto questo tempo per cambiare 1 o 2 litri d’acqua. Quando la sera andrete ad aspirare il fondo della vaschetta con un tubicino sempre di diametro 6, insieme all’acqua, ai cadaveri e ai residui di cibo, aspirerete una moltitudine di larve che, con santissima pazienza, dovrete recuperarle! Le larve andranno recuperate una ad una. Man mano che passano i giorni e le larve crescono, il beccuccio della pipetta dovrà essere tagliato per allargare il buco di aspirazione dato che le larve altrimenti non ci passano e rischiate di fargli del male o di ucciderle. Tenete conto che le larve quando nascono hanno la dimensione di un chicco di riso …… anzi più piccole e sono pressoché trasparenti. Potete ben capire che riconoscerle tra i residui di cibo e i cadaveri, è un impresa degna di un certosino. Dopo aver aggiunto l’acqua pulita, dovrete finalmente dargli il cibo. Fortunatamente dopo 2 o 3 giorni gli occhietti si spostano in cima alle antennine e sarà più semplice vederli, anche se poco più semplice. Dopo circa una settimana di vita inizieranno a spuntare delle appendici sotto il Carapace. Da questo momento in poi le larve saranno abbastanza visibili, quindi, sarà più semplice prelevarle dalla vaschetta di pulizia e rimetterle nella loro vasca, salvandogli la vita. Per aspirare le larve dal contenitore dell’acqua sporca, mi sono trovato molto bene utilizzando comuni pipette di plastica da laboratorio. Per i primi 10-15 giorni potete utilizzare una pipetta con l’imboccatura di pochi millimetri ma con il passare dei giorni dovete tagliare la stessa per allargare il buco, fino ad arrivare, agli ultimi giorni prima della muta finale, ad avere un buco molto grosso di circa 5-8 mm. Secondo quanto ho sperimentato e provato sulla pelle delle povere larve, non allargando il buco delle pipette e aspirando le larve con troppa energia, la mattina successiva il tasso di larve morte era molto più alto che utilizzando delicatezza e pipette tagliate a misura giusta. Le larve morte si riconoscono subito, hanno un colore bianco latte e in genere hanno le zampine in su ripiegate lungo il corpo. Altro problema nella raccolta post pulizia delle larva, sono le APPENDICI. Con il passare dei giorni, si allungano moltissimo fino ad arrivare a una lunghezza anche di tre volte quella del corpo della larva. In questa situazione occorre prestare la massima attenzione nell’aspirare le larve con la pipetta. Durante l’aspirazione, vi consiglio di procedere sempre dalla coda e mai dalla testa. Le appendici non si piegano verso la coda. Forzando con un aspirazione maggiore c’è un altissimo rischio di rompere le appendici o di ferire la larva con conseguente morte. Nel caso di rottura o perdita di una o di tutte e due le appendici, la larva non riuscirà più a nuotare dritta, ma continuerà a girare come un aereo senza ali. In questo caso, se la larva è ben in salute, la perdita di un’appendice non comporta la morte. QUINDI ………..aspirate le larve già provviste di appendici lunghe sempre  dalla coda e sempre con delicatezza. Vedrete che le lunghe zampette si piegheranno dolcemente in avanti verso la testa senza creare problemi alla larva e vedrete che anche per voi sarà più facile aspirarle dato che non si incastreranno nell’imboccatura della pipetta. Avete capito adesso il motivo del tanto tempo da dedicare alla pulizia??? Fate capire voi ad una larva di Wurdemanni che è meglio essere presi per il sedere…………

 

IL CIBO

 Per quanto riguarda il cibo, bisogna aprire un capitolo a parte.

In teoria le larve potrebbero essere svezzate solamente con artemie vive di varie misure.

Artemie appena schiuse x i primi 10-15 giorni di vita.

Artemie cresciute e arricchite dai 15 giorni di vita.

Artemie adulte arricchite dai 30 giorni di vita.

Purtroppo, per mia incapacità, non sono mai riuscito a far crescere le artemie oltre lo stadio di Nauplio. Sopravvivono per 4-5 giorni e poi piano piano muoiono o non crescono e infine muoiono. Quindi,ho sempre nutrito le mie Larve, dal primo giorno, con Artemie appena schiuse e un pizzichino di mangime secco in scaglie, sia vegetale che animale, sbriciolato molto molto finemente. Dalla terza settimana, oltre alle scaglie, ho aggiunto alla dieta fiocchi di ciclope eze, che forniscono moltissimo nutrimento e accentuano il colore. Tuttavia, non bisogna esagerare con il Ciclope Eze, essendo un cibo molto grasso potrebbe creare problemi alle larve.

Per problemi di tempo ho sempre seguito questa logistica:

 

1)AL MATTINO : – aggiunta di 1lt di acqua pulita della vasca grande

           
            
                 dosato ARTEMIA appena schiusa e un pizzichino di cibo secco.

 

2) ALLA SERA     : – aspirazione della vaschetta dai residui di cibo e dai cadaveri

                                       – aggiunto 1 lt di acqua pulita della vasca grande

                                       – recuperate larve aspirate durante la pulizia della vaschetta

                                       – dosato ARTEMIA appena schiusa e un pizzichino di cibo secco.

 

Sicuramente, fornendo cibo 4-5-6 volte al giorno, si avrebbe una minor mortalità ma, per questioni lavorative, questo non mi è mai stato possibile se non durante il week end; oltretutto, dosando così tante volte così tanto cibo durante il giorno, l’acqua avrebbe un carico organico troppo alto. Più cibo si dosa più volte bisognerà cambiare l’acqua, creando uno stress maggiore alle larve. Altro problema non da sottovalutare, sempre legato al cibo, è la presenza di massicci residui che, rimanendo sul fondo, intrappolano le larve. Le larve sono terribilmente attratte dai pezzi di cibo più grossi di loro; ci si infilano con tutto il corpo e spessissimo, non avendo capacità di nuoto, ci rimangono intrappolate andando incontro a morte certa. Quindi è di fondamentale importanza mantenere il fondo della vaschetta molto pulita e sgombra da residui. Con il passare dei giorni, vi accorgerete che il fondo e le pareti della vaschetta non saranno più belle trasparenti. Potrete notare come una patina biancastra. Questa patina è costituita da batteri buoni e cattivi dovuti alla presenza di nutrienti nell’acqua.

Dopo 10-15 giorni inizieranno a formarsi un po’ ovunque delle alghe filamentose e dei ciano batteri. Fino a che questi batteri e queste alghe rimangono in quantità minima non creano problemi. Quando vedete che iniziano a crescere in maniera importante vi consiglio di staccarle dolcemente con un raschietto dalle pareti e dal fondo e di aspirarle durante il cambio serale. Sia le filamentose che i ciano batteri, quando sono in grandi quantità, intrappolano le larve, esattamente come i residui di cibo. Io ho preso come buona abitudine, una sera alla settimana, oltre ad aspirare il fondo e cambiare 1 o 2 lt d’acqua, di passare sul fondo e sulle pareti un raschietto o una lama,  non la calamita che potrebbe schiacciare le larve.

In questo modo, la patina batterica, i ciano batteri e le alghe filamentose, vengono staccate dai vetri e successivamente aspirate insieme alla sporcizia. Attenzione……..in mezzo a tutte queste alghe e rifiuti, ci saranno tantissime larve…..quindi occhi ben aperti. Finalmente, se avrete lavorato bene, dopo 5 – 8 settimane circa, le larve, faranno il grande salto, diventando postlarve e  gamberetti a tutti gli effetti, identici nella forma e nei colori, ai genitori. I piccoli gamberetti subito dopo la muta sono pressoché trasparenti. Dopo 2-3 giorni, prenderanno la colorazione e i segni sul carapace dei genitori.

Da questo momento in poi il vostro lavoro diventerà molto più facile e divertente. Avrete sempre bisogno di aspirare il fondo e di cambiare l’acqua, ma i piccoli non si faranno più aspirare, quindi le operazioni di pulizia saranno veloci e divertenti, impegnando al massimo 15 minuti al giorno. Nel caso che un piccolino venisse comunque risucchiato, non si potrà più recuperare con la pipetta, ma bisognerà utilizzare un retino a maglie finissime, facendo molta attenzione che non si impigli.

Da questo momento in poi, potrete cibare i piccoli gamberetti con lo stesso cibo che date agli adulti. Vedrete che appena butterete il cibo nella vaschetta, tutti i gamberetti ci si butteranno sopra ripulendo in poche ore tutto ciò che c’è in giro di commestibile. La cosa che mi ha impressionato, in questa fase di vita, è l’incredibile velocità di crescita. Ogni 2 o 3 giorni i neo gamberetti effettuano la muta contro i canonici 10-15 giorni degli adulti. Non so il motivo e non so nemmeno per quante mute va avanti questo accrescimento accelerato, ma sicuramente aiuta moltissimo a diminuire la mortalità, già bassa in questa fase. Può succedere, anche in questa fase, che le mute non vadano a buon fine e che il piccolo gambero muoia. Purtroppo, come per le larve, non possiamo fare nulla per aiutarli a portare a termine le mute se non sperare nella loro buona salute e vigore. Visto che tutta questa avventura è solo all’inizio, vi chiedo gentilmente di farmi pervenire via email eventuali miglioramenti del sistema o variazioni interessanti al sistema di allevamento. Io da parte mia sarò ben felice di darvi tutte le delucidazioni per cercare insieme di diminuire il prelievo in mare di questi simpatici e utili gamberetti.

Matteo.algranati@fastwebnet.it

 

 

 

 

Una risposta a “Dalla passione per il mare all'allevamento di gamberi”

  1. bellissimo articolo e molto dettagliato….

    complimenti per l’impegno e la passione che traspare dall’articolo….

    e grazie per la condivisione di questa esperienza…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *