Speciale Trasporti: la privatizzazione di Tirrenia

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La rotta del Governo è pronta: virare dritto verso il rinnovo della convenzione con la Tirrenia fino al 2012. Lo annuncia la relazione del presidente della commissione Trasporti della Camera, della quale fa parte anche l’ex sindaco di Olbia Settimo Nizzi. Una relazione che prevede la proroga della concessione delle rotte con la Sardegna, da Napoli, Civitavecchia e Genova, per 4 anni alla Tirrenia e la cessione alle Regioni delle società locali: la Regione si prepara a gestire i traghetti della Saremar. Ma il viaggio della compagnia dell’eterno Pecorini per ora naviga in cattive acque. E trova subito due scogli: l’associazione nazionale armatori, contraria alla convenzione perché "illegittima" per l’Unione Europea e la Regione Toscana, che si rifiuta di gestire una compagnia di trasporto in assenza di trasferimenti. La Sardegna ha già avviato l’iter per rilevare la Saremar «anche perché è quanto prevede lo Statuto di Autonomia della Regione», ha già fatto sapere Sandro Broccia, assessore regionale dei Trasporti, confermando la volontà della Regione di acquisire la società di navigazione locale controllata dalla Tirrenia. Il consiglio regionale ha sospeso l’esame del provvedimento perché lo schema di decreto proposto ha una copertura finanziaria esigua (3,5 milioni contro i 15 stanziati annualmente dal Governo per la Saremar). La Tirrenia e le società regionali controllate (Caremar, Saremar, Siremar e Toremar) svolgono il servizio pubblico di navigazione fra la penisola e le isole maggiori e minori in base a specifiche e convenzioni in scadenza alla fine del 2008. La finanziaria per il 2007 ha predisposto la stipula di nuove convenzioni tra lo Stato e le società del gruppo Tirrenia fino al 31 dicembre 2012 al fine di privatizzare le società che si occupano di trasporto marittimo pubblico. Inoltre il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013, deliberato dal Consiglio dei ministri il 18 giugno 2008, ha confermato la volontà del Governo di attuare tempestivamente il processo di privatizzazione della Tirrenia. E per accelerare la procedure il decreto legge del 25 giugno 2008, ha disposto la soppressione dell’obbligo del Governo, (sancito da una legge del 1996), di presentare alle Commissioni parlamentari competenti, preventivamente alla privatizzazione, il piano industriale della Tirrenia, ai fini dell’espressione del parere relativo.Lo Stato però è pronto a uscire dall’«Alitalia dei mari». Parte ufficialmente la privatizzazione di Tirrenia, la società di navigazione pubblica, ben nota ai sardi, che per anni ha navigato con bilanci in rosso contando sulle risorse delle convenzioni pubbliche. Il Consiglio dei ministri ha definito i criteri di privatizzazione e le modalità di dismissione della quota detenuta indirettamente dal ministero dell’Economia. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha sottolineato che «si tratta di un primo passo di una procedura che prevede tempi non brevi per essere completata». Intanto il governo, ha aggiunto Matteoli, «avanzerà alla Commissione europea una richiesta di proroga dell’attuale convenzione», come misura-tampone in deroga alle norme Ue che imporrebbero una gara, per avere il tempo di «attuare il processo di privatizzazione». Il Gruppo Tirrenia, guidato da oltre vent’anni dall’amministratore delegato Franco Pecorini, è uno dei maggiori complessi armatoriali europei. È costituito, oltre che dalla capogruppo Tirrenia di Navigazione, dalle compagnie regionali Saremar (Sardegna Regionale Marittima) e dalle «sorelle» Caremar (Campania), Siremar (Sicilia) e Toremar (Toscana). La Tirrenia con la sua flotta di 90 navi traghetto trasporta ogni anno 13 milioni di passeggeri, imbarca due milioni di auto al seguito e sei milioni e mezzo di metri lineari di veicoli commerciali. Di privatizzazione di Tirrenia si era cominciato a parlare all’inizio del 2000 con un progetto di cessione che prevedeva, per la società dell’orbita Iri, una progressiva dismissione di quote. Il vero e proprio conto alla rovescia è partito nel 2007 con il via libera del Cipe alla bozza della nuova convenzione del gruppo Tirrenia. Un passaggio cruciale in vista del successivo ok di Bruxelles al rinnovo della convenzione e, appunto, la privatizzazione della società. Il contratto in corso scade proprio il 31 dicembre, da qui l’accelerazione alla procedura di vendita. L’ obiettivo del governo è quello di arrivare alla dismissione entro il 2009. Secondo i sindacati, «occorre operare affinchè la mancata o tardiva soluzione riguardante la situazione del gruppo Tirrenia possa avviare una nuova crisi aziendale che crediamo nessuno possa sopportare»: lo hanno ribadito da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti in una audizione alla commissione Trasporti della Camera. Quanto al progetto di cedere alle Regioni le compagnie locali del gruppo, per i sindacati «è indispensabile una norma che renda obbligatorio il trasferimento».

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