Tottus in Pari, 223: Il popolo dei nuraghi

Fra le civiltà preistoriche e protostoriche del Mediterraneo la civiltà nuragica è indubbiamente quella che presenta per quantità e varietà la maggiore consistenza monumentale; a tal punto che non solo la medesima prende il nome dal suo mausoleo più caratteristico: il Nuraghe. Nell’immagine che della Sardegna antica si fanno i moderni, vengono messi in primo piano gli aspetti della civiltà nuragica: e nella storiografia l’accento cade, come è naturale, più sulle forme originali della civiltà sarda che sui segni di sue relazioni con altre civiltà mediterranee coeve. E’ su queste tematiche che il circolo "Su Nuraghe" ha organizzato presso Villa Corvini a Parabiago, il convegno "Il popolo dei nuraghi" con annessa mostra fotografica del professor Remo Forresu. Il dibattito coadiuvato da Piero Ledda, responsabile culturale del sodalizio sardo, è stato introdotto dalla Presidente Maria Francesca Pitzalis, e si è incentrato sulla relazione di Forresu, Direttore del Museo Archeologico di Santadi (CA), assistito dall’intervento del professor Giampaolo Milazzo, socio del "Su Nuraghe" e docente di storia dell’arte. All’importante appuntamento, hanno voluto partecipare anche i sindaci di Parabiago (Olindo Bruno Garavaglia), dei paesi limitrofi Canegrate (Walter Cassani) e Nerviano (Enrico Cozzi). Dalla Sardegna,di particolare rilevanza la presenza del primo cittadino di Isili, Salvatore Pala. La comunità sarda più ampia di Parabiago proviene proprio dal piccolo centro del nuorese. La mostra fotografica di Remo Forresu è una guida conoscitiva del popolo dei nuraghi, intesa ad accostare un più vasto pubblico agli aspetti più eclatanti di un’isola che, almeno in passato, ha espresso arte, quella del periodo nuragico, e che offre la possibilità di scoprire una terra remota realmente sconosciuta, sebbene intravista nella memoria del tempo e sentita nella coscienza segreta del passato. Con la ricostruzione storica del periodo nuragico – dice Forresu – si tenta di riprendere un mondo che sembrava perduto. Attraverso una serie di immagini e grafici la mostra cerca di offrire uno spaccato del mondo nuragico a partire dai suoi momenti più arcaici, nelle sue evoluzioni architettoniche civili e religiose, corredate da testi e didascalie, ricostruzioni grafiche dalle quali si evincono i momenti salienti di una grande civiltà del passato, anche con riscontri e confronti con le grandi civiltà del Mediterraneo. L’anima dei sardi, antica, nei suoi  aspetti istintivi ed essenziali, nei suoi melanconici e ribelli silenzi a volte spietati, trae alimento da questa sorta di substrato d’una terra al "naturale". Diversi fattori, esterni ed interni, di natura storica, hanno contribuito al formarsi dell’originalità storico culturale della Sardegna. Fra tutti il fatto che l’isola Ichnusa o Sandaliotis come la definivano i marinai greci, si trova staccata dall’Europa più di qualunque altra isola mediterranea, ha condizionato la sua posizione marginale riguardo ai grandi eventi storici di carattere generale fin dall’antichità facilitando il fenomeno di isolamento e recessione. All’isolamento esterno si aggiunge quello interno determinato dalla struttura e dalla morfologia particolare dell’isola prevalentemente montuosa dominata da altopiani e tavolati isolati da solchi vallivi ripidi e scoscesi. La storia del Popolo dei Sardi non andò al di là della storia del Cantone. Le sue genti, guerrieri e pastori, non riuscirono mai ad evadere egemonicamente dalla stretta dell’isola, chiusa eticamente e tendente all’isolamento. Di questa gente di Sardegna, antica come il suo paesaggio, come la sua flora e la sua fauna, ne parla la mostra itinerante di proprietà del circolo AMIS di Cinisello Balsamo, con fotografie e grafici nel tentativo di creare un quadro panoramico il più esaustivo possibile di quei popoli remoti e della loro non inutile esistenza. Le cinque fasi della civiltà nuragica esposta, si articolano in: a) I Protonuraghi (1800-1500 aC); b) I Nuraghi a corridoio – Monotorri (1500-1200 aC); c) I Nuraghi Polilobati (1200-900 aC); d) I Nuraghi rifasciati (900-500 aC); e) La fine della civiltà nuragica (500-238 aC). La Mostra "Sardegna – Il Popolo dei Nuraghi" è suddivisa in 71 tavole. Molti i Nuraghe sezionati: Santu Antine di Torralba, Is Paras di Isili, Losa di Abbasanta, Su Nuraxi di Barumini sono alcuni esempi. Le Tombe dei Giganti di Li Lolghi ad Arzachena, a Santadi. Il pozzo sacro di Santa Cristina a Paulilatino, di Santa Vittoria a Serri. I templi di Esterzili, di Malchittu ad Arzachena.

Massimiliano Perlato

 

ALLUVIONE IN SARDEGNA: DANNI PER OLTRE 100 MILIONI DI EURO

PARTE LA CORSA ALLA SOLIDARIETA’

Oltre 100 milioni di euro. Ammontano a tanto, i danni causati dall’alluvione di ottobre. La cifra, diventa ufficiale nel momento in cui l’assessore ai lavori pubblici di Capoterra Efisio Demuru comunica il dato alle due commissioni provinciali in visita nell’epicentro del nubifragio. Lontanissima dai circa 40 milioni messi in campo da Regione, Consiglio regionale e Governo nazionale ma la distanza dei numeri non sembra al momento essere il punto fondamentale. Quello, lo stesso che tutti ripetono da giorni, è il dovere di «evitare che fatti di questo genere si ripetano». Nel frattempo, va avanti la lentissima ricerca della normalità: mentre nelle zone più colpite si lavora ancora alla ripulitura e alla mezza in sicurezza degli stabili danneggiati, prende quota la corsa alla solidarietà. Con numerosi conti correnti aperti da diverse organizzazioni e una causale unica: raccolta fondi pro alluvionati. È una macchina che non si ferma, questa della solidarietà, e corre su due binari paralleli. Il primo è quello istituzionale: serve per fare il punto, giorno dopo giorno, sull’evolversi della situazione. Poi c’è la solidarietà che viene da più lontano, quella messa in piedi da altre organizzazioni. I sindacati, a esempio: le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil sono impegnate nella raccolta fondi per aiutare chi ha subito danni causati. Il conto corrente bancario per i versamenti è attivo nella sede della Bnl del largo Carlo Felice (intestato a Cgil Cisl Uil – Segreterie regionali – Iban IT53G0100504800000000101082). Attivi anche i due conti aperti dall’amministrazione di Capoterra. Il primo è postale: n. C/C 92678523 (Iban: IT 52 Q 07601 04800 000092678523) intestato a "Comune di Capoterra – Emergenza alluvione" con causale "Pro emergenza alluvione"; il secondo è bancario, presso la filiale di Capoterra del Banco di Sardegna (Iban: IT 08 R 01015 44080 000070182144) con la stessa intestazione e identica causale. Ancora: le Acli della provincia di Cagliari, insieme alla Caritas, promuovono i "Banchetti della Solidarietà" allestiti a Cagliari. L’obiettivo è un’altra raccolta fondi per l’acquisto di attrezzature, beni di prima necessità e quanto sia utile a ripristinare condizioni di normalità nelle zone colpite dal
l’alluvione.

Massimiliano Perlato

 

IL COMUNE DEL CAPOLUOGO LOMBARDO DICHIARA GUERRA AL CIRCOLO ISOLANO

SFRATTO AL CENTRO SOCIALE CULTURALE SARDO DI MILANO

Come già preannunciato in diverse occasioni, con notiziari ed in sede di Assemblea, il Comune di Milano ha notificato lo sfratto esecutivo dalla Sede di Via Ugo Foscolo, a due anni dalla scadenza del contratto e cioè del 31 Dicembre 2010 e senza alcuna proposta di sede alternativa. Riepilogo in sintesi: In data 25 Ottobre 2007, il Settore Demanio e Patrimonio, Servizio Gestione Contratti, ha dichiarato la decadenza del CSCS dalla Concessione dei locali a seguito di presunta inadempienza all’esecuzione del consolidamento delle solette (clausola che in fase di stipula ci fu imposta nel contratto di concessione). Successivamente, il CSCS ha fornito al Comune prova documentale, dell’ avvenuta esecuzione, sebbene in ritardo di data, dei lavori richiesti. Nel contempo abbiamo fatto ricorso al TAR e successivamente al Consiglio di Stato tramite eccellenti avvocati esperti del settore, senza, purtroppo, raggiungere i risultati sperati. Stiamo continuando la nostra battaglia. Abbiamo sensibilizzato e stiamo incontrando diversi rappresentanti del Comune di Milano, della Regione Lombardia e della Provincia. Abbiamo richiesto un’interrogazione consigliare e soprattutto una sede alternativa. Siamo stati ricevuti dall’Assessore al Demanio, G. Verga, che ha manifestato il suo interesse per la nostra situazione ed ha promesso di intervenire. Abbiamo anche richiesto ripetutamente un incontro al Sindaco Letizia Moratti ma, sino ad oggi, senza esito. Naturalmente, il verificarsi dello sfratto, senza una sede alternativa, sarebbe una malaugurata ipotesi, che verrebbe a creare un danno gravissimo alla nostra attività e di conseguenza alla nostra Comunità. Il Comune di Milano da tanti anni ha attivato una politica di allontanamento delle Associazioni Culturali dal centro e adesso si sta accanendo nei nostri confronti. Questa manovra non solo è ingiusta, ma è soprattutto iniqua nei confronti di un’Associazione come la nostra, radicata nel territorio, che opera sul piano socio-culturale e solidale da ben 40 anni, che rappresenta e promuove la Sardegna, una delle regioni più importanti d’Italia, e che, allo stesso tempo, è un punto di riferimento per la città, tanto da essere frequentata, in questo momento decisivo per la nostra sede e le nostre attività, da molti milanesi, che rappresentano circa un terzo degli iscritti. Vi invito caldamente a sostenerci con la Vostra partecipazione e la Vostra presenza. Abbiamo un interesse comune da difendere, la nostra Associazione, ed è importante che siate informati. Tutti i giornali si sono occupati  del nostro caso, così anche le  tv locali come Telelombardia e Telenova e Tele1 Lombardia. Un’icona della Sardegna e un punto di riferimento culturale di questa città, a cui abbiamo dato sempre un grande contributo e di cui ci sentiamo parte integrante. La sede ci fu data dall’ex sindaco Tognoli negli anni 80 e fu ristrutturata a nostre spese con il contributo della Regione Sarda che la considerava sede di prestigio per la promozione turistica della Sardegna. Non fu poi utilizzata dalla Regione a questo scopo, tuttavia è stata sempre considerata Sede di Prestigio per la qualità delle manifestazioni proposte e per la promozione che comunque abbiamo sempre fatto della Sardegna. Nell’arco degli anni siamo sempre intervenuti per ulteriori ristrutturazioni, a nostre spese,  che ammontano ad oggi a circa 90mila euro. Paghiamo un affitto di 80 mila euro per circa 170 mq., cioè 396 euro a mq. mentre l’Hotel a 7 stelle in Galleria paga solo 200 euro al mq. praticamente la metà.  Ora abbiamo solo qualche settimana di tempo per sgomberare i locali. Attendiamo l’ufficiale giudiziario che naturalmente chiederà l’intervento della forza pubblica. Stiamo organizzando una grossa manifestazione per Lunedì primo di Dicembre alle 18,30 davanti a palazzo Marino a cui Vi invitiamo fin da ora. Pierangela Abis

IL CIRCOLO SARDO DI MILANO, SEDE DI PRESTIGIO PER L’ITALIA

UN CAMMINO RICCO DI CULTURA

Il CSCS, è presente a Milano da oltre trent’anni. Riconosciuto dalla Regione Sarda e dalla FASI, ha accompagnato, fin dagli anni 60, il processo di integrazione sociale e culturale dei sardi nella città e nella provincia di Milano. Esistevano allora a Milano diverse rappresentanze della Comunità Sarda,  diversi Circoli. C’era  stata un’esperienza in Via San Maurilio che era un punto di riferimento di questa forte presenza emigratoria di quegli anni, presenza difficilmente integrabile. Era stato Gerolamo Peretti fautore di questa impresa: costituire un luogo di aggregazione per coloro che avevano dovuto lasciare la Sardegna per necessità, per cercare lavoro e che si trovavano soli, che vivevano un fatto tragico come "su disterru", che dovevano lenire la lacerazione del distacco dalla propria famiglia, dalla propria terra. In quegli anni dove fu protagonista la grande emigrazione del Sud e delle Isole e dove furono protagonisti anche i movimenti studenteschi,  gli intellettuali, non solo in Italia,  fu proprio il "Ce.co.mes" (Centro comunitario emigrati sardi), il luogo di prima assistenza materiale e morale, informativo di avvio al lavoro per i nostri emigrati. Vi aderirono studenti, intellettuali, operai, artigiani, piccoli commercianti . Fu anche un luogo di passioni politiche, sociali. C’era buona parte del movimento studentesco e in questa tumultuosa esperienza  si staccò una costola che diede vita ad un altro Circolo sardo. Poi, nella seconda metà degli anni ’70 si sentì forte l’esigenza di dare una svolta, di creare nuove modalità di gestione, di dare un’impronta e soprattutto si sentì l’esigenza di unire forze ed energie.  Era nata nel frattempo un’altra aggregazione di sardi, quella del Circolo Sardegna di Via de Amicis, di cui era stato promotore Benito Licheri. Ci si trovò così ad avere nella stessa città la presenza di ben tre Circoli sardi anche se il Ce.co.mes. continuava ad essere l’unico riconosciuto dalla Regione Sarda. Questa suddivisione non era propizia per tutti, si sentiva l’esigenza dell’unificazione dei tre sodalizi e l’impulso lo diede la neonata Lega dei Circoli Sardi e fu così che dalla fusione del Ce.co.mes
con il suo presidente Pietro Ibba e dal Circolo Sardegna con il suo presidente Benito Licheri, nacque il Centro Sociale Culturale Sardo di Via Ugo Foscolo alla cui presidenza fu nominata Gabriella Carta. Il CSCS  rinnovato, rifletteva le nuove esigenze della sua base sociale, ne proiettava un’altra immagine, rappresentava i sardi di Milano che si erano saputi conquistare stima nelle loro professioni, che avevano dimostrato e fatto sentire la loro presenza positiva, la loro operosità, il loro talento. Dopo Gabriella Carta, negli Anni successivi sono stati nominati presidenti Giorgio Pisano, e successivamente Tonino Mulas fino agli inizi del ’93 e dal ‘93 al 2000 Pierangela Abis, dal 2001 a Maggio 2003 Giorgio Pisano e da Giugno 2003 ancora Pierangela Abis, attuale  presidente. Nel primo decennio l’attività sociale e di aggregazione è stata prevalente, ma con azioni altamente significative  come ad esempio i corsi delle 150 ore all’interno del circolo. Oggi è prevalente l’attività culturale, mentre è meno accentuato il bisogno di aggregazione. L’attività del CSCS  travalica l’interesse di una comunità etnica per la propria terra d’origine nella quale ha mantenuto salde radici, per  aprirsi alla Città di Milano ai suoi molteplici interessi. Ha ben 1200 iscritti  storici con una media annuale di rinnovo tessere dalle 300 alle 500 e con circa il 20% degli iscritti non sardi. Ciò vuol dire che i Milanesi ci amano e che è amata anche e soprattutto la Sardegna. Il Centro, con oltre trent’anni di attività, nel terzo millennio, può fare un bilancio positivo per la qualità delle sue manifestazioni e per l’attività culturale ad ampio raggio, che vede 40/60 manifestazioni ogni anno. I temi affrontati nelle manifestazioni, oltre quelli specifici riguardanti la Sardegna, investono i campi dell’archeologia, della poesia, della letteratura,  della musica, del teatro, dell’arte,  dei convegni e dibattiti su importanti temi come l’ambiente,  l’economia e altri problemi di vitale importanza per la Sardegna. Svolge attività sulla talassemia e un servizio di prenotazione marittima. All’interno si sono tenuti corsi di teatro,di musica, di scrittura creativa, di ballo, di economia, di storia e corsi d’inglese. Da oltre  dieci  anni esiste il gruppo teatrale "Meda Modos" che porta in giro per l’Italia spettacoli "in limba" rispettando le diversificazioni linguistiche di tutti i paesi della Sardegna. Importante è il concorso a cadenza biennale, aperto a sardi e non sardi che vede il coinvolgimento e la partecipazione di poeti da tutto il mondo e si conclude  con la Cerimonia di Premiazione delle Poesie più belle scelte da una giuria di esperti. Il "Premio di Poesia" è una della manifestazioni più attese, non  solo a Milano ma anche in tutta la Lombardia e oltre confine. La sala dei Congressi della Provincia di Milano di Via Corridoni, dove si è svolta la cerimonia di Premiazione di quasi tutte le i edizioni del concorso, ha visto sempre la partecipazione di  circa 1000 persone che amano incontrarsi al biennale appuntamento con la poesia in "Limba" per rigenerarsi vivificando le immagini della memoria. L’esperienza  di tutte le edizioni non fa che confermarne la sua importanza e validità non soltanto per noi sardi, ma soprattutto per coloro che sono in grado di apprezzarne i veri contenuti.
Pierangela Abis

 

STRAORDINARIA INIZIATIVA DEL CIRCOLO "LA QUERCIA" DI VIMODRONE

CELEBRATO GIOVANNI MARIA ANGIOY

Il Centro sociale e culturale dei sardi  "La Quercia" di Vimodrone (Milano), presieduto da Giampiero Fenu, ha voluto  rendere omaggio, nel bicentenario della morte, a Giovanni Maria Angioy (Bono, 21 ottobre 1751 – Parigi, 23 febbraio 1808),  l’eroe della "rivoluzione sarda" della  fine del Settecento. La manifestazione organizzata dal Circolo di Vimodrone si è tenuta  nel pomeriggio del 25 ottobre, presso la sede sociale. Dopo l’introduzione  del presidente Fenu, Aldo Accardo, docente di Storia contemporanea nell’Università di Cagliari, ha ricordato innanzitutto le numerose manifestazioni  e iniziative editoriali recentemente  realizzate intorno alla  figura di Angioy per impulso del "Comitato Sardo per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia" e della Fondazione Istituto Storico "Giuseppe Siotto" di Cagliari, dei cui comitati scientifici egli fa parte. Per quanto riguarda i libri, Accardo  si è soffermato sul volume "Parabola di una Rivoluzione: Giovanni Maria Angioy tra Sardegna e Piemonte", ultimamente pubblicato da Aìsara Editrice di Cagliari con una sua prefazione, un lungo saggio introduttivo (oltre 70 pagine) di Luciano Carta, e 530 pagine di un ricchissimo corpus documentario a cura di Alberigo Lo Faso di Serradifalco. Il ricercatore, generale in pensione, ha condotto un’indagine a tutto campo in tutte le sezioni dell’Archivio di Stato di Torino in cui ragionevolmente potevano essere conservati i documenti relativi alle vicende del triennio rivoluzionario sardo (1793-1796) e, in particolare, per gli anni 1797 e 1798, quelli attinenti al personaggio-chiave Giovanni Maria Angioy. Per quanto riguarda le iniziative di studio Accardo  ha dato le informazioni  essenziali sul  convegno internazionale su Angioy del 6-8 novembre 2008 con sessioni di lavoro a Sassari e a Bono. Accardo ha delineato le caratteristiche del periodo storico in  cui operò Angioy, rappresentante di una classe dirigente che trasse benefici dalle riforme del ministro della corte sabauda Giambattista Lorenzo Bogino, che trasferì nell’isola, oltre che 2000 copie della Grammatica della lingua italiana,  molti   bravi docenti universitari piemontesi, diffondendo di fatto la cultura europea, le idee dell’illuminismo, in particolare quelle legate al concetto di autonomia, sia a livello intellettuale che di elaborazione programmatica dello sviluppo economico e sociale. La "rivoluzione sarda" di fine Settecento, secondo Accardo, non è stata sconfitta dai piemontesi ma da altri sardi, rappresentanti dei ceti borghesi spaventati dai rischi cui poteva  andare incontro il  loro agiato status  se fossero andate a buon fine le  rivendicazioni dei movimenti contadini antifeudali del nord Sardegna alla cui guida si era posto Angioy, che pure era stato nominato Alternos viceregio a Sassari e mandato in quelle zone per porre fine proprio alle  agitazioni. Purtroppo, ha sottolineato Accardo, neanche Alberigo Lo Faso con la sua  puntigliosa ricerca è riuscito a scovare il Memoriale scritto da Angioy  durante il soggiorno negli Stati continentali del Re di Sardegna dopo  la fuga dall’isola nel giugno 1796 e prima di riparare definitivamente in Francia. E’ un documento che potrebbe illuminare definitivamente la figura di Angioy ma ormai ci si deve abituare all’idea che molto probabilmente è andato
disperso o distrutto. Personalmente ho sottolineato il fatto che la relazione di Accardo  integrava le informazioni sulle vicende del triennio rivoluzionario sardo date, quattro anni  prima, sempre presso il Circolo di Vimodrone, dal prof. Leopoldo Ortu (docente di Storia del Risorgimento e di Storia della Sardegna presso l’Università di Cagliari), in quanto nella sua esposizione Ortu aveva lumeggiato la figura di un altro dei protagonisti di quel periodo cruciale, cioè Vincenzo Sulis, prima schierato dalla parte di Angioy e  poi da quella dei suoi avversari. Ortu aveva divulgato i risultati delle ricerche trasfuse nell’introduzione e nelle cento pagine di note storiche per l’edizione critica dell’Autobiografia di Sulis (la quale, è stato detto, "consegna ai posteri l’immagine composita di un avventuriero settecentesco") curata da Giuseppe Marci  e pubblicata da Centro di Studi Filologici Sardi /Cuec di Cagliari nel  2004. Il pomeriggio angioiano di Vimodrone è stato chiuso in bellezza  dall’animazione teatrale che Gianluca Medas ha voluto dedicare alle  battaglie dei sardi contro i dominatori piemontesi ai tempi e sotto la guida (purtroppo storicamente sfortunata) di Angioy e dalle musiche di accompagnamento della narrazione  proposte con maestria da Francesco Saiu (chitarra) e Valter Mascia (sassofono).

Paolo Pulina

 

TRENT’ANNI DI ATTIVITA’ AL CIRCOLO DI CESANO BOSCONE

UN MESE DI APPUNTAMENTI CON IL "DOMO NOSTRA"

Il direttivo del Circolo sardo "Domo Nostra" di Cesano Boscone, presieduto da Marinella Panceri, ha promosso, nel mese di ottobre 2008, una serie di iniziative non solo a Cesano ma anche nei vicini comuni di Assago, Buccinasco, Corsico e Trezzano sul Naviglio per festeggiare i trent’anni della fondazione del sodalizio. Il Circolo fin dall’inizio della propria attività si è occupato sicuramente dell’assistenza morale e culturale e sociale dei lavoratori sardi della zona ma ha anche da sempre sviluppato iniziative di tempo libero volte a promuovere in particolare i collegamenti con la storia, la cultura e le tradizioni popolari sarde. Queste sono state le manifestazioni attraverso le quali il circolo sardo-cesanese ha favorito l’aggregazione delle comunità dei sardi residenti in città e negli altri comuni limitrofi. Ad Assago dal 10 al 12, presso il Centro Civico di piazza Risorgimento, hanno esposto le loro opere gli artisti sardi: Salvatore Cominu (scultore) e Mariangela Deriu (pittrice). Nella serata  dell’11 canti e balli con il gruppo folk "Ichnos". A Buccinasco il 12 si è esibito il gruppo musicale "Sa oghe de su coro" (la voce del cuore). A Corsico dall’11 al 19 ottobre, nello spazio comunale di via Foscolo, è stata allestita l’importante mostra fotografica realizzata da Franco Stefano Ruju "Sardegna d’Incanto. Immagini di una Sardegna inconsueta, luoghi, mestieri e personaggi sconosciuti agli occhi dei non sardi". Al Teatro Verdi, nella serata di sabato 18, si è esibito  il gruppo folk  "A manu tenta" di Osilo. A Trezzano sul Naviglio, il 25 ottobre, presso il Centro "Dalla Chiesa", ha dato spettacolo il gruppo folk "Gent’Arrubia" di Magenta. La manifestazione conclusiva di questo ciclo di iniziative sarde in terra di Lombardia si è svolta al Teatro "Luciano Piana" di Cesano Boscone nel pomeriggio di domenica 26 ottobre con lo spettacolo teatrale della Compagnia Filodrammatica di Barumini che ha rappresentato una divertente commedia in lingua sarda "Su sequestru" (il sequestro… di un cane) di Antonio Sergi. Prima dello spettacolo il presidente Marinella Panceri, dopo aver dato la parola per i saluti al sindaco di Cesano Boscone, Vincenzo D’Avanzo, alla Vice sindaca e Assessore alla Cultura, Lilia Di Giuseppe, e al presidente onorario della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), Filippo Soggiu, ha chiamato sul palco tutti i soci fondatori e i presidenti succedutisi alla guida del circolo dalla fondazione (1978) ad oggi: a ciascuno di essi è stata donata una targa ricordo. Il primo presidente, Marcello Abraini, è tornato per l’occasione da Assisi; il secondo presidente è stato Salvatore Fanutza; dopo di lui si sono succeduti: Giuseppe Lai, Giovanni Cervo, Mario Piu, Lucia Piu e Marinella Panceri. Ha chiuso la manifestazione l’intervento del presidente della FASI, Tonino Mulas. Paolo Pulina

POMERIGGIO PARTICOLARE ALL’UNIVERSITA’ DI PAVIA

SUCCESSO DEI TENORES DI BITTI "REMUNNU ‘E LOCU"

Nel pomeriggio di domenica 19 ottobre, presso l’Aula del Quattrocento dell’Università, il Circolo culturale sardo "Logudoro", presieduto da Gesuino Piga, in collaborazione con la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), la Regione Autonoma della Sardegna-Assessorati del Lavoro e della Pubblica Istruzione, con il patrocinio dell’Università degli Studi, della Prefettura, della Provincia, del Comune e della Camera di Commercio di Pavia,  ha proposto l’esibizione del gruppo  Tenores di Bitti  "Remunnu ‘e locu". Il quotidiano di Pavia "La Provincia Pavese" così ha commentato  lo strepitoso successo  ottenuto da queste  quattro "voci straordinarie e intonatissime, capaci di riprodurre un modo arcaico e i rumori della natura": "Hanno avuto più successo di un gruppo rock: la gente, che aveva fatto a spintoni per entrare, non li voleva più lasciar partire". Ricordiamo che  il gruppo è composto da:  Daniele Cossellu (oche e mesu-oche,  voce solista e mezza voce, capogruppo), Piero Sanna (oche e mesu-oche, voce solista e mezza voce), Mario Pira (bassu, basso gutturale) e Pier Luigi Giorno (contra, controvoce gutturale). I componenti del gruppo sono stati portati alla ribalta mondiale dalla BBC inglese e sono insigniti dell’Ordine dei Cavalieri della Repubblica italiana. Come si sa, il canto a tenore, nel novembre 2006, è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità. A Pavia il gruppo è stat
o accompagnato con le launeddas dal maestro Fabio Melis. Anche a lui, impeccabile esecutore, sono stati riservati scroscianti applausi.

Paolo Pulina

 

IN GIRO PER I CIRCOLI SARDI SUONANDO LE LAUNEDDAS

LA MUSICA DI FABIO MELIS

Fabio Melis ha iniziato gli studi giovanissimo a soli undici anni studiando sax, in seguito si diploma in clarinetto con la massima votazione al Conservatorio Statale di Musica "A. Buzzolla" di Adria (Italy), sotto la guida del M° Lorenzo Guzzoni. Provenendo da una terra, la Sardegna, dove la tradizione musicale-popolare ha radici antichissime, ha dimostrato sempre un vivo interesse verso culture arcaiche e strumenti musicali dalle caratteristiche timbriche particolari. La passione per lo studio delle launeddas è nata assistendo ad un concerto del M° Luigi Lai, massimo esponente della musica popolare sarda, con il quale tutt’ oggi collabora. Nel 2005 il compositore italiano C. Gentilini, gli dedica "AULOS" assolo per launeddas, prima composizione in assoluto in chiave moderna per launeddas mista Fiorassu-Punt"e organu. Durante un periodo trascorso in Olanda conosce il didgeridoo; rimanendo colpito dalla cultura aborigena, inizia così lo studio di questo affascinante strumento, per certi versi simile alle launeddas. Ha tenuto concerti nelle principali città e teatri in Italia e all’ estero,  Canada, Francia, Austria, Germania, Spagna, Olanda, Islanda, Svizzera e Australia (Sydney, Melbourne, Brisbane e Perth). Proprio in AUSTRALIA conosce A. Burragubba, suonatore di didgeridoo aborigeno appartenente al Clan dei Wiri, e G.I.Waitairie dai quali ha appreso la tecnica tradizionale. Molteplici sono gli inviti a Fesival Internazionali, trai quali "EMMAS 2005"Ethnic Meeting of Music and Arts in Sardinia, "III° Giornata Nazionale della Musica Popolare" di Sassari, e come unico rappresentante europeo al "FESTURI a MULTICULTURAL CELEBRATION 2005" di Caloundra nel Queensland in AUSTRALIA. E’ stato invitato a partecipare a diverse emittenti radio-televisive musicali, tra le quali "MTV Music", "Antenna 1" "Videolina" "Sardegna Uno" e "Radio Italia" di Melbourne in Australia. Fondatore del "Fabio Melis Sax Quartet" e "The Hillside Sax Quartet", ha all’attivo diverse collaborazioni con artisti di fama internazionale, tra i quali R. Bobo, S. Mead, J. Mauger, B. Wattè e J. Terpstra. Ha inciso diversi cd, nei quali si può udire la contaminazione jazzistica. Nel 2005 ha conseguito al Conservatorio di Musica "A.Boito" di Parma, l’abilitazione all’insegnamento Ministeriale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale presentando due tesi, dal titolo "Is Launeddas" e "La Musica nella pratica tribale Aborigena". Attualmente oltre che alla world music, avanza diversi progetti di contaminazione con altri strumenti e generi sino al blues e jazz. (ci riferisce Fabio Melis)

GRANDE SUCCESSO PER I PRODOTTI AGROLIMENTARI DELL’ISOLA A TRIESTE

LA SARDEGNA PRESENTE ALLA "BARCOLANA"

Autorità e folto pubblico alla presentazione allestita nella sala Expo Mittelschool. A Trieste quest’anno si è celebrata la  40ma edizione della manifestazione velica " LA BARCOLANA" la regata più affollata d’Europa, con duemila barche al via, 25 mila velisti in mare e oltre 300 mila spettatori a terra, con il suo corollario di eventi sportivi, musicali, culturali e con la mostra mercato del settore nautico. All’evento ha partecipato anche la Camera di Commercio di Sassari che ha presenziato a questa meravigliosa ed enorme vetrina, con uno stand allestito nel complesso espositivo "Barcolana Village" per la presentazione pubblica dei prodotti e delle risorse turistiche della provincia di Sassari, facendo riferimento alla terra dei centenari, le radici del gusto, fresche bontà dai campi della Sardegna. Prima della esposizione pubblica,  Il Presidente Camerale di Trieste Antonio Paoletti e i componenti della Giunta Franco Bosio e Franco Rigutti, in presenza del Viceprefetto Giardina, hanno fatto gli onori di casa per la presentazione dei prodotti tipici sardi organizzata nel Centro Expo Mittelschool, la "Sala del Gusto" che la Camera di Commercio riserva agli eventi dedicati alla valorizzazione dell’enogastronomia di qualità. L’iniziativa è stata organizzata, congiuntamente dalla Camera di Commercio di Sassari in collaborazione con la Camera di Commercio di Trieste, grazie anche al supporto dell’Associazione dei Sardi di Trieste, rappresentata dal Presidente Dott. Agusto Seghene e dai suoi numerosi Soci, in vista del gemellaggio fra le due Camere che verrà siglato nei prossimi mesi, coinvolgendo a fianco delle Camere di Commercio gli Enti Locali, le Università e le Associazioni di categoria delle due province.  Sono intervenuti qualificati operatori economici locali specializzati, ed un folto pubblico di invitati. La delegazione sarda comprendeva due membri della Giunta camerale sassarese, dott, Senes e dott. Bichiri, affiancati da esperti delle produzioni tipiche sarde ( in particolare insaccati, formaggi, dolci e vini di origine controllata). Durante la manifestazione sono stati ricordati anche i legami di simpatia e amicizia creatasi fra  le due città negli scorsi decenni per la presenza della Brigata Sassari, di stanza a Trieste. Sia alla presentazione presso il centro Expo Mittelschool che allo stand, hanno riscosso un ottimo successo: la degustazione dei salumi tipici della ditta "La Genuina "; i vari vini presentati, tutti di origine controllata, in particolare il "Vermentino e Cannonau – Nuraghe Crabioni -" dell’Azienda Vinicola Tres  Montes di Sorso; l’olio d’oliva, il pane, i distillati di Mirto e Filu Ferru e i dolci tipici sardi. Tutti prodotti di eccellente qualità, che emanano intensi profumi che solo la terra di Sardegna può dare. Fieri del successo ottenuto i rappresentanti della Camera di Commercio di Sassari che  hanno commentato con soddisfazione, che quando si lavora con professionalità i risultati non mancano di sicuro. Sono stati esposti i prodotti delle ditte: "La Genuina di Ploaghe¸ Distillerie Lucrezio R di Berchidda; Tres Montes di Sorso; Az. Agricola F.lli Pinna di Ittiri; Panificio Malduca di Chilivani; Panificio Saba di Bono; Anglona sapori di Nulvi; Dolcificio Gaspa di Osilo; Rau arte dolciaria di Berchidda.

Angelo Curreli

 

IN ARGENTINA, RICORDATA LA FIGURA DI TONINO PUDDU

L’ULTIMO SALUTO AL PADRE DEL FOLKLORE

Tonino Puddu, Musicista, cantante. Ha diretto , per oltre 15 anni, il "Coro Ortobene". Dal 1990 era direttore artistico dell’Accademia di tradizioni popolari "Su Nugoresu" di Nuoro, e fino al 2006 è stato direttore, dalla sua istituzione (nel 1997), del Coro Montanaru di Desulo. Nel 1993 ottenne il riconoscimento di Maestro del Folklore. Nel 2007 gli è stato assegnato il premio "Padre del Folklore" dalla Presidenza Nazionele della Fitp. Autore del libro "Cantare la Sardegna", sulla vocalità e coralità del canto popolare sardo, con riferimento ai cori nuoresi, nel quale pubblica buona parte degli spartiti dei brani popolari e di sua produzione : fatto inedito in Sardegna, che darà il via al sorgere di numerosi cori polifonici di estrazione popolare in tutta l’isola. Ha partecipato a numerosi festival internazionali in tutta Europa, in Cina , Egitto, Tunisia , India, Messico , Portorico, Venezuela, Ucraina, e Brasile. E’ ambasciatore della cultura e del canto sardi.

"Sardegna nel cuore", la trasmissione radiofonica in Argentina, ricorda il Maestro del folklore Tonino Puddu.. Teresa Fantasia, sarda di Pattada trapiantata in Argentina da circa sessant’anni – ideatrice e presentatrice del programma, ha voluto, con un sentito e affettuoso omaggio, ricordare la figura umana e artistica di Tonino Puddu. Man mano che la trasmissione procedeva, tra i canti del Coro Su Nugoresu e la lettura di testimonianze e articoli, veniva gradualmente fuori, rafforzandosi e ingigantendosi, la consapevolezza che il potere delle bella musica è enorme. Tonino Puddu, per oltre quarant’anni, ha compiuto il miracolo di rivestire la sua-nostra terra ed il suo-nostro cielo di cose belle, terse, profondamente vere. Ha contribuito in maniera significativa ad ampliare l’orizzonte dell’arte e, sono certa, la Sardegna intera terrà desto sempre il ricordo di questo figlio prediletto, affinché anche i giovani, di oggi e di domani, comprendano come si possa vivere intensamente e morire senza morire mai. Noi, nel nostro piccolo, continueremo a trasmettere la sua musica e il suo canto. Lo consideriamo, oltre che un piacere, un dovere nei confronti della cultura e dell’arte". Teresa Fantasia ha, poi, letto il commovente ricordo del Presidente della Provincia di Nuoro, Roberto Deriu che, fra le altre cose, ha scritto: "A definire il personaggio e ciò che egli ha rappresentato per la Barbagia e la Sardegna, per il monumentale contributo dato alla sua storia e alla sua cultura, si corre il rischio di essere retorici, cosi come non è semplice racchiudere in una definizione onnicomprensiva le molteplici attività in cui ha saputo trasfondere il suo talento. Tonino Puddu è stato un uomo in ciò che questa parola ha di più alto e nobile, l’espressione più fiera della sardità, un uomo all’antica proiettato nel futuro, dal momento che, attraverso le sue poesie e la sua musica, ha saputo parlare al cuore degli uomini, trasmettere emozioni e lanciare l’eterno messaggio della pace, dell’amore, dell’amicizia. La Sardegna intera, nell’unanime rimpianto per la sua prematura scomparsa, lo ricorda con commossa gratitudine per quanto di imperituro ha saputo costruire per la sua amata terra". Tra le varie testimonianze , Teresa Fantasia ha letto anche il messaggio speditole da Giuliano Marongiu :"Tonino è stato uno degli amici che più assiduamente ho incontrato in televisione e negli spettacoli. Credeva tanto nella cultura e nella forza della nostra lingua. E’ stato ispiratore, con il suo libro "Cantare la Sardegna" e con il suo talento, di tanti Cori polifonici che sul suo esempio sono nati in Sardegna e che gli sono riconoscenti". Il potere di Internet è evidente: consente non solo il "contatto" anche visivo con persone care che vivono spesso oltreoceano, ma favorisce un’informazione immediata che altrimenti non sarebbe possibile. Grazie ad Internet è stato possibile far giungere, ai tanti Sardi sparsi nel mondo, le parole, tenere e toccanti del giornalista Luciano Piras che, ricordando Tonino Puddu ne "La Nuova Sardegna", fra le altre cose, ha scritto: "Che un astore chi bolat in artu"? Così anche lui, che quelle parole cantava, stavolta ha messo le ali. Ha messo le ali per volare in alto, come un astore, libero e fiero, per salire lassù dove ogni passo è leggero, senza più alcun dolore che ti tormenta le viscere, che ti rode il corpo sino a consumarti, mentre testardo continui a sorridere alla vita e a chi ti sta attorno. Ma non di sola anima è fatto l’uomo e alla fine pure Tonino Puddu, il cantore dei Sardi, un cuore grande così, ha dovuto mollare, ha dovuto lasciare per sempre questo mondo di terra, acqua e fuoco. Ha lottato parecchio, in questi ultimi anni, contro il male oscuro che lo ha aggredito a più riprese; ha cercato di aggrapparsi a ogni piccola speranza pur di vivere e vivere ancora. Tra i vari brani trasmessi in "Sardegna nel cuore" uno, in particolare, ha toccato le corde di tanti ascoltatori: la versione di "Non potho reposare" cantata da Tonino Puddu e Pierangelo Bertoli. Non solo per la bellezza intensa del canto e della melodia, non solo per il ricordo della loro amicizia fatta di stima reciproca e affetto, ma anche perché è risultato spontaneo ed immediato pensare al fatto che entrambi, colpiti dallo stesso male, hanno dovuto prematuramente abbandonarci per percorrere nuovi sentieri dove – ci piace pensare – sono la musica e la poesia a dare fiato al vento e luce alle stelle.

Rosalba Satta

 

AL CIRCOLO "MONTANARU" DI UDINE, PRESENTAZIONE DI UN LIBRO

"VI DARO’ UN CUORE NUOVO" DI GIAMPIERO MACCIONI

L’Associazione sarda trapianti "Alessandro Ricchi" in collaborazione con il Centro regionale trapianti Friuli Venezia Giulia e la Federazione Nazionale delle Associazioni di Volontariato per le Malattie Epatiche e il Trapianto di Fegato di Udine ha organizzato la presentazione del libro "Vi darò un cuore nuovo" (conflitto tra morte e vita di un trapiantato di cuore nel contesto sanitario italiano), a cura dell’autore Giampiero Maccioni. Maccioni, del 1942, vive ad Iglesias e dal 1996 è un trapiantato di cuore. Dal 1998 è Presidente dell’Associazione sarda trapianti. Il libro è dedicato alla memoria di Roberto, donatore del suo giovane cuore e di tutti quelli che soffrono e vivono questa meravigliosa "avventura di resurrezione". L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione del Centro regionale trapianti Friuli Venezia Giulia e la Federazione Nazionale delle Associazioni di Volontariato per le Malattie Epatiche ed il Trapianto di Fegato. La presentazione del libro si è tenuta presso i locali del Circolo dei sardi &quo
t;Montanaru" di Udine, con la partecipazione oltre all’autore, di Pietro Fontanini (Presidente Provincia di Udine), Furio Honsell (Sindaco città di Udine),  Daniele Damele (Consigliere Nazionale AIDO), Francesco Giordano (Direttore Regionale Centro Trapianti) e Leonardo Sechi (dell’ospedale di Udine).
Domenico Mannoni

 

LEZIONI DI CINEMA AL "SU NURAGHE" DI BIELLA CON "SONOS ‘E MEMORIA"

LA CONSAPEVOLEZZA E LA FIEREZZA DI UN POPOLO

Bell’appuntamento al "Su Nuraghe film", per la proiezione di "Sonos ‘e memoria", un film di Gianfranco Cabiddu, realizzato con immagini provenienti dagli archivi dell’Istituto "Luce" di Roma. Un capolavoro di musica etnica moderna (durata 25 minuti),creato da Paolo Fresu, asservito alle splendide immagini dell’intelligente film di Gianfranco Cabiddu sulla Sardegna degli inizi del Novecento. Un affascinante volo nel tempo, capace di coniugare i volti, le storie della terra e del lavoro, con un fitto intreccio musicale, cui concorrono strumenti di opposti significati e derivazioni. "Sonos ‘e Memoria, attraverso una strumentazione ed un repertorio inusuali, vuole essere uno spaccato, una sorta di campionario, degli strumenti e degli stili della musica della Sardegna di ieri e di oggi. Monodia, polifonia sacra e profana, processione, ballo, jazz e musica improvvisata sono eseguiti con strumenti tipici della tradizione (voci, launeddas, fisarmonica) con strumenti classici (violoncello) con strumenti tipici del jazz (tromba, percussioni, contrabbasso) e di altre musiche (mandola, tabla, multieffetti) con testi nelle tre varianti dialettali principali della lingua sarda (logudorese, campidanese, gallurese). Il tutto per esaltare quella ricchezza sonora ed espressiva che fa della musica sarda una tra le più ricche e varie del Mediterraneo" (Paolo Fresu). Un incontro di linguaggi in cui, nella prima parte, ogni musicista presenta il suo universo musicale, cui di volta in volta si uniscono gli altri, poi le luci calano e il film scorre sullo schermo. Da questo momento in poi i diversi mondi musicali si fondono insieme. I musicisti, al buio, suonano, sul film di Cabiddu, come se fosse una partitura, precisa ma emozionalmente libera, creando così un’inscindibile immedesimazione fra musica e immagini. Un’avventura condotta sul terreno scosceso della rivisitazione e dell’invenzione: ricchissima di spunti, scevra di ogni banalità folkloristica. Un viaggio alla cui base stanno la consapevolezza e la fierezza di un popolo, di un’isola. Il film è stato presentato dal dott. Mario Rovetti Pilotto, sardo di seconda generazione (madre nata a Cagliari), uno dei quattro docenti di origine sarda, nati fuori dell’Isola, consiglieri comunali, chiamati a presentare la rassegna autunnale di cinema sardo d’autore. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Torino, il dott. Mario Rovetti, nato a Biella nel 1963, esercita l’attività di commercialista con studi in Biella e Borgosesia ed è consulente del Tribunale di Biella con funzioni di curatore fallimentare e C.T.U. Dal 2000 al 2007 ha ricoperto la carica di  presidente del Collegio dei Ragionieri Commercialisti della provincia di Biella ed attualmente è  vice presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Biella. Battista Saiu

 

A BOLOGNA, IL 30 NOVEMBRE DIVERSE BAND MUSICALI SARDE

IL BRINC@ FESTIVAL

Vi scrivo per comunicarvi che in occasione del "Brinc@ Festival", che si terrà a Bologna il 30 Novembre 2008 nei locali dell’Estragon, stiamo organizzando dei viaggi in pullman e dei pacchetti "viaggio + pernottamento" per agevolare ed incentivare i soci dei Circoli a partecipare alla suddetta manifestazione. Desideriamo, come ribadito in diverse occasioni, creare momenti di incontro e scambio per i giovani sardi e per tutti i soci dei Circoli di diverse città e riteniamo che non vi sia occasione migliore di quella di un concerto, in cui si esibiranno alcuni tra i migliori gruppi sia emergenti che già affermati che stiamo cercando di far conoscere nella Penisola. Consideriamo questo evento un’ occasione per tutti i giovani sardi che pur non essendo nati in Sardegna o non avendoci vissuto desiderino soddisfare quel senso di appartenenza e di unione che ci contraddistingue. Confidiamo nel vostro interesse ad essere parte attiva in questo progetto, nella vostra collaborazione per la diffusione della notizIa e per la pubblicizzazione dell’evento. Come per questa volta l’evento verrà organizzato a Bologna, abbiamo l’intenzione di organizzarlo nel futuro in altre città dove ci sono i Circoli. Qualora aveste delle convenzioni con agenzie di noleggio di pullman o se foste in grado di darci dei contatti utili per agevolare il lavoro vi preghiamo di darcene comunicazione al più presto. Giancarlo Palermo

 

I FESTEGGIAMENTI DEI CIRCOLI DI MONS E CHARLEROI IN BELGIO

RICORRENZE CON IL GRUPPO "CORDAS ET CANNAS"

Per la prima volta in Belgio, si è deciso di organizzare la festa annuale in collaborazione fra due associazioni: il circolo "Su Nuraghe" di Mons e il circolo "Quattro Mori" di Charleroi. Unendo le forze, si è creato un programma di primo livello. Le due associazioni rappresentano una parte importante dell’emigrazione sarda in Belgio, con oltre mille famiglie iscritte. Lo spettacolo folkloristico sarà ad opera della band "Corda et Cannas". Alla manifestazione che si terrà il 29 novembre presso l’Espace Magnum di Colfontaine (Mons), parteciperanno i sindaci di Talana e Sant’Anna Arresi. Il tutto per festeggiare il trentesimo anniversario della fondazione del circolo di Mons, il ventesimo anniversario della fondazione del gruppo folk "Su Nuraghe" sempre di Mons e il trentacinquesimo anniversario di fondazione del circolo di Charleroi. Ottavio Soddu

 

ANTONIO MARRAS, GRANDE PROTAGONISTA A MILANO

UN SARDO NELLA CITTA’ DELLA MODA

E’ noto che il nostro paese, scarso com’è di materie prime che contano in quest’era in cui il petrolio la fa da padrone assoluto, regge la competizione economica planetaria mediante esportazione di lavorati che inglobano la creatività e l’ingegno italiano, che ci è universalmente riconosciuto: in altre parole è il made in Italy che ci permette di sostenere la concorrenza di paesi ben più ricchi e popolosi del nostro. E in questo comparto la moda italiana, l’alta moda, sfoggia, è il caso di dire, fatturati da brivido e partite commerciali finalmente in solido attivo. Per avere un’idea dei soldi che girano in questo campo basterà citare che nella classifica dei"100 best global brand 2008" (i marchi a maggior valore economico, primo di tutti Coca Cola)un marchio come "Gucci" che è 45° è valutato 8,254 miliardi di dollari che, con l’attuale cambio fa  più o meno 10 miliardi di euro (ventimilamiliardi del vecchio conio). E a livello dei vari Armani, Prada, Dolce e Gabbana e compagnia bella è arrivato, da qualche anno anche Antonio Marras che, partendo dalla sua Alghero e anzi facendone stabile residenza della sua creatività, si divide normalmente tra Milano , Parigi e il Giappone tutto, da quando oltre al suo marchio si è preso la briga di rilanciare la nipponica maison Kenzo, che non stava attraversando un periodo particolarmente felice. Insomma l’algherese Marras è arrivato ad occupare una posizione di assoluta preminenza internazionale. E allora, visto che in a Milano c’è stata  la "Moda Donna primavera estate 2009" me ne sono andato in fiera a vedere la  sua sfilata, confidando che lo scrivere per una testata sarda fungesse da "passpartout", visto che di norma avrei dovuto accreditarmi almeno una settimana prima. Che qui, in questi ovattati e mochettati ambienti si celebrano i riti apparentemente frivoli della nuova religione interplanetaria, che veste i suoi adoratori con questi esclusivi costumi così poco alla portata del medio consumatore, stretto com’è da aumenti di pane e pasta e benzina e gas e luce. Per i vestiti d’alta moda , agli italiani,tocca aspettare congiunture più favorevoli. Ma non per tutti è così, in questa specie di lotteria che vede petrolio e materie prime rincarare del 40, 50% in pochi mesi ci sono paesi e quindi abitanti che arricchiscono egualmente con queste percentuali da sogno ( o da brivido): da qui una folla di arabi, russi, orientali di ogni tipo che si accalcano e si spintonano  per presenziare alle sfilate di moda milanesi. Non parliamo poi del numero dei giornalisti e fotografi, come mi avvicino alla sala in cui ci sarà la sfilata di Marras uno sbarramento di ragazzi palestrati, il più piccolo sarà un metro e ottantacinque, tutti rigorosamente in giacca e cravatta, respingono cortesemente ma altrettanto fermamente tutti coloro che osano presentarsi senza l’invito di regola. Contando sull’assonanza del mio cognome con quello del padrone di casa: Portas-Marras e vantando una provenienza dal Campidano nostro riesco, fortunatamente, ad impietosire una gentile donzella che controlla uno sterminato elenco di testate giornalistiche che si sono prenotate per assistere all’evento, avrò un posto "standing", al mio sguardo perplesso segue una traduzione istantanea: un posto in piedi. Vi confesso che intanto non posso rimanere del tutto indifferente al fascino di cento e una modelle che passano ininterrottamente da un salone all’altro: vanno di moda alte, ahimè, con tacchi stratosferici che le fanno raggiungere ancora più impossibili vertici. Le modelle di Marras sono magre da far paura e truccate come se da un momento all’altro dovessero scoppiare a piangere, leggo su "Repubblica" a firma Laura Asnaghi che:" La storia che racconta Antonio Marras è, come sempre, colta e davvero speciale. Con i suoi abiti rosa antico e nero, verde e fucsia, plasmati con i fiori di stoffa, drappeggi e volute, ha potato sotto i riflettori la storia tormentata di Camille Claudel, allieva e amante di Auguste Rodin  che ha passato 25 anni in manicomio. Lo scenario della sfilata è un atelier di scultura dove campeggia una statua della venere di Milo che va in frantumi, come il cuore della sfortunata Camille". Sarà, ma davvero a queste ragazzine pallide con gli occhi pesti che sfilano a passo di marcia guardando il vuoto ti viene voglia di pagargli un caffèlatte con brioche, che questi sono i sentimenti che ispirano. A fronte della passerella illuminata a mò di strada risplendente, in una atmosfera in cui le musiche sono dolci e sommesse, stanno un centinaio almeno di fotografi assatanati, tutti muniti di cannoni oculari a sostegno di sofisticatissime macchine che sparano flash come mitragliatrici afgane. Il pubblico dei compratori e dei giornalisti riempie completamente i posti a sedere che fanno da ala alla passerella. Per quelli come me, in piedi, è un vero e proprio esercizio di equilibrismo riuscire a scattare qualche fotografia, perché tutti hanno almeno un telefonino di nuova generazione che esibiscono alzandolo in alto per cercare di superare le teste di quelli che li precedono, in pratica è come sparare a un bersaglio che sappiamo esserci ma che nessuno riesce bene ad inquadrare.  Dovrei dirvi degli abiti che davvero mi paiono molto belli, addirittura sprecati per queste anoressiche fanciulle, ma l’effetto è sicuramente ricercato, voluto. Michela Gattermayer che scrive solo di moda li definisce "iperdrammatici", in grigio e nero, con pochi tocchi di rosso fragola. Drappeggiati, tagliati al vivo, ripropongono una visione romantica della donna di inizio del ‘900 e ricordano il "non finito"delle opere di Camille. I materiali sembrano lavorati come la creta usata dall’artista, tridimensionali, e trasformano i modelli in vere e proprie sculture da indossare o anche solo ammirare. Come le bellissime gonne  dei veri e propri palloni che sembrano poter stare in piedi da sole. Lui, Marras, rilascia dichiarazioni ( a Rocco Mannella, su "Speciale sfilate donna") tipo:"Nelle mie sfilate cerco sempre e comunque di far confluire e dialogare le ispirazioni che mi derivano dalla mia grande passione per il teatro, il cinema, la musica e, soprattutto, la danza…". L’unica volta che gli ho parlato a tu per tu, in occasione di una presentazione di un libro di Niffoi, qualche mese fa, non ha mostrato alcuna altezzosità, con una giacca di velluto marrone, meno capelli di me, che è tutto dire, la barba incolta, l’avresti detto uno di quei connazionali che si incontrano nei bar di paese, l’ennesima birra in mano. Niente di più ingannevole, Luca Ronconi che metterà in scena al teatro Streheler di Milano il "Sogno di una mezza estate" di Shakespeare a fine ottobre userà dei costumi firmati da lui. L’ho scelto, ha detto il regista, perché uno degli stilisti più creativi e attesi a ogni stagione, al crocevia tra moda e arte, tra saperi tradizionali e progettualità contemporanea. Davvero uno di quei sardi che traghettano la nostra isola al centro della ribalta internazionale in grazia di un talento che, lui dice, è ispirato tutto dalla terra che gli ha dato i natali. Sergio Portas

SILLO
GE DI ANDREA PINTUS NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’

VERSI DI VITA, VERSI D’AMORE

La seconda testimonianza lirica di Andrea Pintus con la silloge titolata Versi di vita Versi d’amore (Broni 2008), offre chiaramente i segni di continuità con la poetica inaugurata da Cento poesie (Broni 2007): un fiume travolgente di parole-versi che confermano gli aspetti contenutistici e ideali cari al nostro semplice e istintivo poeta originario di Benetutti, residente dal 1955 in Oltrepò pavese. E proprio per questo, il curatore del volume Paolo Pulina, nella presentazione propone due significative recensioni di C. Puddu e S. Tola, relative alla prima raccolta, in cui vengono rappresentate anche l’autenticità e ricchezza dei temi ricorrenti nella nuova fatica letteraria del Pintus. Quella del goceanino-pavese è una voce che non "impensierisce" la grande poesia e critica militante, ma riesce a penetrare l’animo del lettore legato alla tradizione compositiva che predilige il phatos dei buoni sentimenti e dei valori certi, radicati nella famiglia e nelle piccole comunità. Lo stile si caratterizza e contrassegna per il linguaggio immediato, realistico e talvolta colloquiale che denota naturale versatilità, acutezza e saggia sensibilità nel proporre sintesi di esperienze di vita e di memorie. Le diverse sezioni del libro rivelano immediatezza evocativa e fissano, con immagini di singolare limpidezza di sentimenti ed emozioni, tutto il mondo dell’uomo-poeta. L’itinerario poetico dona nuovi toni e accordi di profonda palpitazione dello spirito nel trattare di Sardegna e Oltrepò; di Fede cristiana e Impegno sociale; di Vita e Amore. Si conclude la raccolta con delle quasi  francescane e naif liriche dedicate agli Animali; forse per denotare quel senso di una perseguita possibile armonia universale e genuina lettura dell’intero creato. L’autore goceanino si "riappropria" della limba identitaria nella lirica autobiografica Benetuttesu e Su pane carasadu; il proseguo delle composizioni sono interamente in italiano e fedeli alla rima. La raccolta, stampata dallo Studio Creare Snc di Broni (PV), può essere richiesta direttamente all’autore (Via Recoaro 21, 27043 Broni – Tel.: 0385 53681). Cristoforo Puddu

 

PER PORTARE IL NOME DI ORISTANO IN GIRO PER IL MONDO

IL MARATONETA IN ZIPPONE

Andrea Mulas lo conoscono ormai tutti ad Oristano. Si è fatto tanti amici con quel suo carattere gioviale, con la sua spontaneità ed umiltà. Ma ancor più è diventato simpatico per quella sua idea ‘strana’, per il chiodo fisso di suscitare in qualche modo volontà di movimento, gioia di vivere ed entusiasmo tra i giovani di una città della Sardegna da sempre notoriamente sonnacchiosa, rassegnata, fatalista. Lui infatti non ci sta a che Oristano, la città dei Re Giudici sardi, sia l’ultima ruota del carro per iniziative economiche, culturali e sportive. Cosciente di abitare in una terra che ha dato tanta storia, sia nel recente passato sia in quello più antico dell’ Isola, di questa terra ha assunto da tempo i simboli forti, proponendoli in modo del tutto singolare all’attenzione della sua città, della Sardegna e del mondo intero, soprattutto in quelle particolari ricorrenze che sono solite richiamare centinaia di migliaia di persone da ogni angolo del pianeta: le Maratone internazionali.  Dopo aver raggranellato i quattrinelli con l’aiuto di qualche amico e di qualche sponsor per il viaggio ed il breve soggiorno, eccolo il nostro maratoneta, oristanese e sardo, superallenato dai sentieri aspri e dai campi brulli del Sinis, pronto per la gara di Amsterdam. Correrà però diversamente da tutti gli altri: in costume sardo, con tanto di berritta, ‘entone, zippone, ragas e cartzones de orroda. Un abbigliamento non certamente in linea e sportivo il suo, paragonato alle magliette e ai pantaloncini corti che trionferanno per l’occorrenza. Ma Andrea è andato nella città dei tulipani per non essere un anonimo, uno dei tanti, ma per provocare il pubblico, per attirarne l’attenzione in virtù del suo stratagemma di arrivare al traguardo comunque per primo. Il primo degli ultimi, per volontà propria. Anzi c’ è da scommettere che batterà il ‘Guinnes’ dei primati per vestiario pesante (manca solo la mastruca) in una gara di corsa di 42 chilometri. Tutti così lo vedranno e gli faranno tanti applausi chiedendo e chiedendosi chi è e da dove venga quel tale con quella pittoresca tenuta sportiva. Per l’occasione si porterà il grande manifesto realizzato dall’amico Massimiliano, che lo dipinge come un eroe sardo con l’albero giudicale arborense in Amsterdam (I AM-SICORA); così come uno degli eroi sardi dagli ‘occhi solari’ di Monti Prama era stato dipinto nella precedente Maratona di Dubai. Vai Andrea, anche noi ti seguiamo e tifiamo per te; per te ultimo ma primo, nell’impresa di raggiungere il fine, soprattutto quello segreto, di abbattere il muro ed il mostro dell’indifferenza e del nessun entusiasmo tra i nostri giovani. Vai sicuro perché stavolta non ti aiuteranno solo degli eroi semidivini ma sarà al tuo fianco, in pariglia, addirittura un antichissimo dio, un ‘sardus pater’ del Sinis vestito proprio come te, con la berritta al vento, mentre uccide il drago, ovvero il mostro dei mille pericoli, le paure, le angosce, quelli che da sempre hanno tormentato la vita dell’uomo. Gigi Sanna

A TORINO, NELLA VECCHIA FABBRICA DELLA FIAT, IL "SALONE DEL GUSTO"

SAPORE DI TERRA MADRE CON TANTA SARDEGNA

Il gusto della terra, della Terra Madre. Per il piacere del palato e dello spirito. Questo è il Salone del Gusto di Torino ove si sono mostrati i gioielli dell’agroalimentare Made in Italy. Davanti a quella che fu la grande fabbrica della Fiat c’è l’Oval, avveniristica struttura nata con le Olimpiadi invernali. C’è anche la Sardegna che nella giornata d’apertura ha catturato i presenti con il fascino misterioso dei Mamuthones e della soha (il laccio) degli Issohadores di Mamoiada, icone di un legame ancestrale tra l’uomo e la terra. Il "Salone del Gusto" in uno spazio di 6 ettari,  con quasi 200 stand, ha visto per la Sardegna i produttori di zafferano di San Gavino Monreale e la bottarga con i muggini pescati nello stagno di Cabras fra le attrazio
ni maggiori. Le eccellenze della Sardegna erano nello stand sponsorizzato dall’assessorato regionale all’Agricoltura sono tante: i formaggi ovicaprini, l’olio, il vino, i dolci, il miele, ma anche i coltelli, il sughero. Presenti anche dei laboratori legati al progetto Omnia-Locande di Sardegna che ha proposto da aprile a settembre i prodotti tipici delle zone interne in alcuni ristoranti di Cagliari. Promossi alcuni itinerari tra ambiente e buona cucina da diverse province isolane. Suggello finale poi per Pastori & Pastori, gemellaggio tra giovani allevatori sardi e abruzzesi.
Emanuele Dessì

 

BREVE RACCONTO DI UN’AMICA DI TERRALBA

L’UNICO VIAGGIO POSSIBILE

Finalmente in ferie, dopo un anno di lavoro monotono… Per inaugurare il mio primo giorno di vacanza, mi concedo un lusso… colazione nel bar del centro sotto i portici. Sono una di quelle che fa colazione a casa e non accetta mai gli inviti dei colleghi al bar, perché non può rispettare il turno d’invito per un portafoglio sempre troppo vuoto. Perché mai avrò comprato quel monolocale… dovrei consolarmi per aver un tetto sopra la testa che pesa come un coperchio. Mi trovo sola seduta al tavolino, le mie amiche sono partite in villeggiatura, nemmeno la mia collega Anna è rimasta in città quest’anno, è andata in ritiro spirituale, come se la città d’estate non fosse abbastanza silenziosa e deserta da poter sentire perfino il rumore del proprio spirito e vederlo levitare. Io per evidenti ragioni economiche ho dovuto rinunciare per l’ennesima volta al mio viaggio. Mentre mi dedico ad una deliziosa bomba alla crema, origlio le discussioni dei tavolini accanto, mi sembra di essere meno sola. Un uomo anziano col cappello, in un elegante abito di lino color crema, racconta di avventure in paesi esotici che ora può solo ricordare. L’interlocutore che nelle risposte mostra di conoscere da tempo il vecchio avventuriero, chiede se la nostalgia rovini i suoi giorni. Il vecchio sbotta in una sonora risata: "Angelo, ma io viaggio ogni giorno, ogni mattina all’edicola sotto casa acquisto un biglietto giornaliero per l’autobus, e faccio il giro della città". Ad Angelo quasi andò di traverso il martini bianco che andava bevendo: "Barone, ogni giorno, ma non si annoia?". "La noia non mi ha mai sfiorato. Forse ai tuoi occhi sembra l’abitudine di un vecchio strampalato ed invece è per me sempre una nuova avventura. I paesaggi non sono sempre uguali mutano giorno dopo giorno, a seconda della luce essi appaiono trasformati e alcuni particolari trovano il loro significato, i volti delle persone e le loro storie che mi donano inconsapevolmente l’occasione di altre vite. Attraversando la città viaggio anche per i luoghi dell’anima. Potrei annoiarmi con tanta vita?" Ho capito che è arrivato per me il momento di fare quel viaggio, mi avvicino al Barone e mi presento: "Piacere sono Laura, confesso di aver origliato la sua conversazione, mi scusi per la sfacciataggine ma potrei essere la sua compagna di viaggio per domani?". Si toglie per rispetto il cappello, più di quanto ne abbia dimostrato io, mi guarda fissa negli occhi, che gli diranno i miei occhi color oliva verde in barattolo, sorride, è un buon segno, forse per i miei riccioloni rossi sempre un po’ arruffati e la mia aria annuvolata: "Signorina Laura, domani mattina ci vediamo ore 8:30 P.zza Matteotti". Stupita per la risposta quasi immediata, scuoto la testa per annuire e corro via un po’ imbarazzata. Trascorro l’intera giornata ad immaginare il tour della città accanto ad un Barone che mi farà da cicerone, la sento come qualcosa di straordinario e vado a letto col brulichio allo stomaco come se dovessi il giorno dopo partire per una lontana destinazione, imposto la sveglia del cellulare alle 7:00, non amo svegliarmi e preparami in tutta fretta. Mi sveglio prima che la suoneria del gallo inizi a cantare, ma non riesco a rimanere a letto, mi alzo, solita colazione a base di biscotti integrali e caffè, oltre ad essere squattrinata ho anche un problema di sovrappeso e devo stare attenta alle calorie. Ho una bella testolina che si muove ad un buon ritmo, ma la mia immagine è quella di una trentenne sfigata, schiacciata da un mutuo dicono fatto su misura, chiamala misura, quarant’anni di rate, un lavoro che faccio solo per i soldi, perché i sogni sono finiti nella scarpiera, e poi ci sono le mie forme che assomigliano più ad un quadro di Botero che ad una copertina su Vogue, ma ci tengo a sostenere che non mi reputo una sfigata. Scelgo di indossare un leggero vestito in cotone nero e delle comode infradito dal momento che dovrò portarle tutto il giorno. Arrivo puntuale all’appuntamento, il Barone è proprio li che mi aspetta, ci salutiamo, e mi accorgo di aver scordato di comprare il biglietto, lui leggendo negli occhi il mio improvviso smarrimento me ne porge subito uno. Sta arrivando l’autobus, il mio tanto atteso viaggio sta per iniziare, saliamo e ci accomodiamo. Il barone dimostra subito di conoscere gran parte delle persone, che fermata dopo fermata affollano l’autobus. La vecchia signora che fatica a salire col borsone da traino per la spesa, col suo vezzoso cappellino, la colonna e gli orecchini di perle ed il rossetto accesso su un filo di labbra. La mamma che cerca di tenersi stretta i suoi discoli pargoli per non farli cadere ad ogni curva. Il ragazzone palestrato che tiene forte la barra di appoggio per tenere in tensione i muscoli. Il ragazzo in giacca e cravatta abbigliato da manager ma è diretto ad un call center. L’universitaria carica di libri fotocopiati, che a giorni sorride per il successo di un esame mentre altri indossa un paio di occhiali scuri per nascondere qualche lacrima. "L’autobus è un microcosmo in movimento" dice il Barone. Ed io cerco di amplificare al massimo tutti i miei sensi per non perdere nemmeno un infinitesimo di quella giornata. Volgo il mio sguardo fuori dal finestrino ed un acceso tramonto infiamma il cielo di Cagliari. Katia Marcias

 

CONVEGNI INTERNAZIONALI ORGANIZZATI DALLA REGIONE SARDEGNA SULL’ISOLA

PER RICORDARE ANGIOY, ASPRONI E SPANO

Tre importanti convegni internazionali di studi con relatori di altissimo livello. La Regione Sardegna prosegue con un intenso calendario, nel mese di novembre, le celebrazioni di tre fra i suoi uomini più illustri. Giovanni Maria Angioy, Giorgio Asproni e Giovanni Spano furono pensatori ed intellettuali del mondo, oltre che protagonisti della
Storia e della cultura della Sardegna. E così l’Assessorato della Pubblica Istruzione, in collaborazione con altre importanti istituzioni del territorio, dedica ad ognuno un’iniziativa di alto profilo internazionale, che colloca i nostri protagonisti nel più ampio contesto di riferimento europeo ed esplora i volti più e meno noti delle relazioni storiche, sociali e culturali intercorrenti in quegli anni. Il primo convegno, organizzato con la collaborazione della "Fondazione Giuseppe Siotto", rende omaggio a Giovanni Maria Angioy, docente universitario, giudice della Reale Udienza, imprenditore, banchiere di orientamento giacobino-progressista. Giovanni Maria Angioy è stato per i sardi un simbolo di riscatto e di indipendenza per essersi posto a capo di un vigoroso movimento insurrezionale contro i privilegi feudali, ancora vivi e operanti nella Sardegna del XVIII secolo, e per essersi battuto per il rinnovamento sociale dell’isola durante il duro dominio piemontese. Sei sessioni, due seminari di studi, due tavole rotonde e una mostra iconografica e documentaria. Sono i numeri che danno conto della vastità del convegno internazionale, organizzato in collaborazione con il comune di Bitti, "Giorgio Asproni una vita per la democrazia" celebrato nel bicentenario della nascita dell’intellettuale e uomo politico, attore di spicco della storia sarda moderna. Trae spunto dal settantesimo anniversario delle Legge Razziali il terzo dei convegni in programma, a Cagliari (Palazzo Regio e T-Hotel) "Gli ebrei in Sardegna nel contesto mediterraneo: la riflessione storiografica da Giovanni Spano ad oggi". Fondatore degli studi archeologici in Sardegna, Giovanni Spano fu docente universitario di Sacra Scrittura e lingue orientali, direttore del Museo Archeologico e poi della Biblioteca Universitaria. Il suo studio sulla presenza ebraica in Sardegna culminò, nel 1875, con la pubblicazione di una monografia, "Storia degli Ebrei in Sardegna", ancora oggi di fondamentale importanza.

 

E’ NATA IN INGHILTERRA, MA E’ FIGLIA DI GENITORI SARDI

AIUTIAMO ANCHE VERONICA…

Ciao, mi chiamo Veronica e sono una bella bambina di 3 anni nata in Inghilterra da genitori sardi. Sono affetta da tetraparesi spastica per vicende che hanno accompagnato la mia nascita. Questa patologia, che rientra nel quadro della paralisi cerebrale infantile, mi impedisce di parlare e di mangiare, di bere e di muovermi autonomamente. Insomma, di condurre una vita "normale". Sono comunque una bambina allegra e solare, sempre pronta al sorriso, con tanta voglia di entrare in relazione con gli altri, molto sveglia, curiosa e attenta a tutto quello che mi succede intorno. Cerco, con i pochi mezzi che ho a mia disposizione, di attirare l’attenzione se ho bisogno di qualcosa e, con l’allegria o il "musetto", di trasmettere le mie emozioni. Seguo regolarmente delle terapie mirate, grazie alle quali ho fatto tanti piccoli progressi. Di recente sono stata sottoposta a visite mediche specialistiche in Florida presso l’Ocean Hyperbaric Neurological Center, un centro altamente specializzato dove mi sono state date buone speranze di miglioramento attraverso particolari terapie che, applicate già da diverso tempo a bambini con problemi simili al mio, hanno dato notevoli risultati. Questo centro è l’unico al mondo dove è praticata l’ossigeno-terapia in camera iperbarica associata ad una specifica fisioterapia intensiva personalizzata chiamata Thera Suit Method. Grazie a questi trattamenti ed al lavoro del logopedista potrei finalmente iniziare a pronunciare le mie prime parole, a muovere i miei primi passi e a mangiare con la bocca, dal momento che, attualmente, vengo nutrita per via enterale attraverso PEG, ovvero per mezzo di un sondino inserito nella parete dello stomaco. Il costo preventivo stimato per un ciclo annuale di terapia negli Stati Uniti è di circa € 250.000,00, una somma insostenibile per una famiglia di comuni lavoratori. Inoltre, sarebbe opportuno cominciare il trattamento terapeutico quanto prima, possibilmente entro i 4 anni di età, perché dopo i tempi di recupero aumentano col passare degli anni. Faccio pertanto un appello affinché tante persone con un piccolo gesto di solidarietà aiutino concretamente i miei genitori in questo percorso offrendo quello che vogliono o possono per far sì che io possa raggiungere quel minimo di autonomia indispensabile per poter entrare in relazione con gli altri e con l’ambiente che mi circonda. Questa raccolta di fondi è supportata dall’impegno delle amministrazioni comunali e dei due comitati, "Magnolia" e "Il ’67 per Veronica", costituitisi spontaneamente ad Ittiri e Uri, paesi di origine del mio papà e della mia mamma.

Come AIUTARCI… c/c bancario: 

IBAN IT84V0101587641000070176590

dall’estero: Bic: SARDIT35XXX –

BANCO DI SARDEGNA URI

beneficiario: Veronica  causale: per Veronica

Oppure

c/c postale:

IBAN IT-25-V-07601 – 17200 – 000091770115

all’estero bic/swift: BPPIITRRXXX

beneficiario : Mario Masia e Giovanna Casiddu causale: per Veronica

Per informazioni contattare Paola ai numeri:

333 5779781 – 347 4970272

(ci riferisce Gavino Maieli)

 

 

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