Convegni internazionali della Regione Sardegna per ricordare Angioy, Asproni e Spano

di ricerca redazionale

 

Tre importanti convegni internazionali di studi con relatori di altissimo livello. La Regione Sardegna prosegue con un intenso calendario, nel mese di novembre, le celebrazioni di tre fra i suoi uomini più illustri. Giovanni Maria Angioy, Giorgio Asproni e Giovanni Spano furono pensatori ed intellettuali del mondo, oltre che protagonisti della Storia e della cultura della Sardegna. E così l’Assessorato della Pubblica Istruzione, in collaborazione con altre importanti istituzioni del territorio, dedica ad ognuno un’iniziativa di alto profilo internazionale, che colloca i nostri protagonisti nel più ampio contesto di riferimento europeo ed esplora i volti più e meno noti delle relazioni storiche, sociali e culturali intercorrenti in quegli anni. Il primo convegno, organizzato con la collaborazione della "Fondazione Giuseppe Siotto", rende omaggio a Giovanni Maria Angioy, docente universitario, giudice della Reale Udienza, imprenditore, banchiere di orientamento giacobino-progressista. Giovanni Maria Angioy è stato per i sardi un simbolo di riscatto e di indipendenza per essersi posto a capo di un vigoroso movimento insurrezionale contro i privilegi feudali, ancora vivi e operanti nella Sardegna del XVIII secolo, e per essersi battuto per il rinnovamento sociale dell’isola durante il duro dominio piemontese. "Giovanni Maria Angioy e la ‘sarda rivoluzione’ nella crisi dell’antico regime in Europa" al Teatro Civico di Sassari con i saluti delle autorità, tra cui il presidente della Regione Renato Soru e l’assessore regionale Maria Antonietta Mongiu, e i primi interventi che avranno ad oggetto i rapporti all’interno dello Stato Sabaudo, e le relazioni di stampo più internazionale e con la comparazione delle esperienze politiche della seconda metà del settecento nelle altre realtà europee. Chiusura a Bono, nella Sala Consiliare della Comunità montana incentrandosi sulle vicende che riguardano più direttamente Giovanni Maria Angioy. Agli interventi dei maggiori esperti delle Università della Sardegna (Gian Giacomo Ortu, Piero Sanna, Manlio Brigaglia, Pier Paolo Merlin, Walter Falgio, Maria Lepori, Maria Pia Donato, Giovanni Murgia, Gianfranco Tore, Giuseppe Doneddu, Antonello Mattone, Stefano Pira, Tito Orrù, Aldo Accardo e Francesco Atzeni) si sono affiancati i contributi dei docenti provenienti dalle Università dell’Italia e dell’estero. Sei sessioni, due seminari di studi, due tavole rotonde e una mostra iconografica e documentaria. Sono i numeri che danno conto della vastità del convegno internazionale, organizzato in collaborazione con il comune di Bitti, "Giorgio Asproni una vita per la democrazia" celebrato nel bicentenario della nascita dell’intellettuale e uomo politico, attore di spicco della storia sarda moderna. Dopo i saluti delle autorità e degli organizzatori, si è entrati subito nel vivo dei lavori indagando la figura di Asproni nel contesto culturale e politico dell’Italia e dell’Europa del tempo e inaugurando la mostra sul lascito di Asproni, dai manoscritti alle opere a stampe, dalle fotografie ai ritratti. Il giorno successivo i lavori si sono spostati a Nuoro dove è stato dato risalto al ruolo di Asproni deputato al Parlamento Subalpino nei suoi rapporti da democratico e mazziniano a Genova e con la Sardegna prima dell’Unità. Trae spunto dal settantesimo anniversario delle Legge Razziali il terzo dei convegni in programma, a Cagliari (Palazzo Regio e T-Hotel) "Gli ebrei in Sardegna nel contesto mediterraneo: la riflessione storiografica da Giovanni Spano ad oggi". Fondatore degli studi archeologici in Sardegna, Giovanni Spano fu docente universitario di Sacra Scrittura e lingue orientali, direttore del Museo Archeologico e poi della Biblioteca Universitaria. Il suo studio sulla presenza ebraica in Sardegna culminò, nel 1875, con la pubblicazione di una monografia, "Storia degli Ebrei in Sardegna", ancora oggi di fondamentale importanza. Come i precedenti eventi, e anzi ancora maggiormente, considerato i caratteri della cultura e le vicende delle comunità ebraiche, anche quest’ultimo evento inquadra la figura di Giovanni Spano in un’ottica europea, e lo fa alla luce della presenza ebraica in Sardegna e nei rapporti con i paesi mediterranei. Così dal ritratto del Canonico Spano il punto di ricerca si allarga per riconsiderare la storia degli ebrei in Sardegna fin dall’epoca Romana, e indagare sui rapporti esistenti tra le diverse comunità persistenti nell’area mediterranea. Scambi commerciali, culturali, giuridici; il nomadismo per scelta e l’espulsione forzata, sino ad arrivare al fatidico 1942.

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