Barbagia, che passione!

di Tiziana Serra

Molto spesso, come già ribadito anche dall’amico Pulina, la Nostra bellissima Isola viene identificata esclusivamente come  dimensione marina , che nulla ha da invidiare alle più prestigiose località esotiche , ma troppo spesso viene ombrato l’elemento montano che reca in se l’anima e la storia della Sardegna. 28 anni di attraversate marittime per andare ….proprio nel cuore della Sardegna : La Barbagia è terra piena di fascino e ricca di tradizioni che ha nella città di Nuoro il centro abitato più importante, e nel Massiccio del Gennargentu l’emblema della morfologia del territorio. Il territorio ha infatti carattere prevalentemente montuoso. L’etimologia e il significato della parola Barbagia deriva dall’appellativo di "Barbaria" che i Romani diedero a questo territorio perché l’ostinazione e l’orgoglio delle popolazioni locali fu tale che non riuscirono mai a dominarle completamente. Stessa sorte capitò più tardi anche ai Bizantini. Emblema di questa stoica resistenza agli invasori è forse più d’ogni altro il Monte Tiscali, uno dei posti più affascinanti del Supramonte al cui interno è parzialmente visibile ciò che rimane di un villaggio dell’epoca costruito all’interno dei resti di una grotta. Visitando questi luoghi si ha l’impressione che il tempo si sia fermato; il silenzio delle montagne unito alla flora ed alla fauna incontaminate rendono unica l’escursione in questi luoghi. Tra le specie faunistiche di questo territorio ricordiamo mufloni, cinghiali, volpi, donnole e l’aquila reale che ancora domina i cieli del monte più alto della Sardegna (Punta La Marmora raggiunge infatti m. 1.834). Dal punto di vista archeologico, nonostante i siti di interesse non manchino, sono spesso poco valorizzati se non addirittura sconosciuti ai più. Tra i più interessanti certamente il nuraghe "Orolo" a Bortigali e le Tombe dei Giganti Madau nei pressi di Fonni. Ancora le Domus de Janas nei pressi di Oniferi. Tutti i centri del Nuorese valgono una giornata spesa tra tradizioni antiche e ospitalità genuina: da Aritzo a Bosa, da Nuoro a Macomer ogni centro di questo territorio saprà offrire ai propri visitatori ore di relax tra natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. La Barbagia, sembra apparentemente inospitale a livello di paesaggi, monti che recano in se mille nascondigli,  boschi che sembrano labirinti, animali guardiani del territorio , muretti a recinto delle tancas , eredità della legge delle chiudende, …eppure anche questa è Sardegna, forse quella più bella, quella più vera, quella da scoprire in mille sfumature,  come una bella donna, se la licenza giornalistica permette la metafora, dove …tutto va scoperto pian piano e nei modi adeguati. Nei paesaggi barbaricini tutto par essere collocato alla perfezione , macigni corrosi dal vento millenario che sembrano prendere le parvenze di più svariate, vette addolcite dalle intemperie  fin dal  tempo dei nuraghe,  gli stessi nuraghe emblema misterioso di una delle più arcaiche terre emerse e civiltà organizzate, immense distese profumate di "mudregu", cisto, ginestre orchidee selvagge, rose peonie che fanno da tappeto , a una terra arsa e brulla, querce, noci sarde,  tassi,  lecci  così grandi intorno al cui tronco  … si potrebbe ballare un bellissimo ballo sardo! E l’aria…, fresca , cristallina come le acque che scorrono dalle fontane talvolta in abbondanza talune altre… solo poche preziosissime gocce! Anche le nuvole..  per quasi di toccarle sembrano più vicine e  rincorrersi tra loro creando di volta in volta le figure più strane…I colori del meriggio sembrano addolcire quel paesaggio che si prepara alla notte, tutto pare tacere …ma la montagna non dorme , riposa e si assopisce ma non si addormenta mai! Innumerevoli gli itinerari percorribili sia a piedi che in fuoristrada (si raccomanda sempre l’ausilio di guide escursionistiche locali , è pericoloso perdere la strada in questi boschi!!) andiamo…vi porto a fare un giro all’interno.. Dal Supramonte di Orgosolo a una gita sul Gennargentu  Ajò! Il percorso che vedrà il Supramonte  partirà dalla cittadina di Orgosolo, per poi arrivare via via alle zone più impervide e spettacolari nel  cuore della Sardegna: Supramonte di Orgosolo, Montes de josso, Montes de susu, Gorroppu, Su Gologone e Tiscali, Monte Novo S. Giovanni. Orgosolo per chi non la conosce …credetemi è uno dei centri barbaricini tra i più caratteristici e spettacolari. L’intero paese è adornato da suggestivi murales che fin dal 1969 furono realizzati quale necessità socio – culturale nonchè quale forma di protesta . Vi si leggono i malesseri, le speranze, i disagi e gli aneliti di una comunità che ha vissuto, forse, il senso di esclusione e di non appartenenza ad un mondo dai troppi volti contraddittori. Basta soffermarsi  un poco a guardarli … per capirne il senso,  il malcontento del popolo pastorale, governi mal governanti, protesta contro il nucleare … sino a giungere ai più recenti che ricordano l’11 settembre americano. Come tutti i centri abitati  Orgosolo conserva la parte  antica costituita da viottoli talvolta inaccessibili in macchina e la parte edificata nei tempi più recenti , il tutto in maniera più o meno armonica ma senza discostarsi , dall’ urbanizzazione tipica dei centri  dell’interno. Numerosa la presenza di Chiese anche campestri, Orgosolo tra i centri barbaricini è uno  dei più rispettosi del culto clericale. La gente è ospitale , del resto sin dai tempi più antichi in Sardegna l’ospitalità è sacra, ogni tanto lo sguardo della gente si fermerà …su di voi …ma non preoccupatevi è solo perché nei centri medio piccoli tutti si conoscono ..semplice ed innocua curiosità!! Non comportatevi da "turisti classici"e non sarete trattati da "classici turisti"! Essendo le distanze da coprire  molto estese e non sempre facilmente agibili, le escursioni nei monti  sono per lo più  effettuate con fuoristrada che possono essere facilmente reperiti  presso gli operatori di turismo ambientale locali ovunque Vi troviate, per poter assaporare l’intero spettacolo di ogni escursione le partenze dalla base , devono essere di prima mattina,  non oltre le ore 9.00 , gli orari indicati  nelle descrizioni delle escursioni sono di massima , per dare un quadro temporale dell’evolversi della giornata. Nelle uscite dovete essere SEMPRE accompagnati da g
uide,  è veramente pericoloso avventurarsi ignorando la realtà  del territorio! 

 

I itinerario   : Supramonte di Orgosolo

Dal centro  di Orgosolo  (h9.00)  raduniamo  i fuoristrada e partiamo  alla volta della prima sosta a "Funtana bona" ove e possibile fare scorta di ottima acqua, si arriva poi in zona "Su vadu de Luisu" qui, una volta abbandonati i fuoristrada, si procede a piedi fino ad arrivare al Nuraghe Mereu, maestoso esemplare d’arte nuragica, interamente costruito da massi di pietra calcare bianca. Dalla cima del nuraghe è possibile ammirare un indimenticabile paesaggio con vista sulla gola di "Gorroppu". Una volta guadagnati i fuoristrada si prosegue verso "Su Disterru" profonda voragine che si presenta in maniera improvvisa agli occhi del visitatore. Il pranzo, con gustosi prodotti tipici (arrosti, salumi, formaggi e ottimo vino cannonau) è previsto per le ore 13.30, e si terrà all’interno di un "pinnetti", tipica abitazione degli antichi pastori, costruita da pietre e frasche. Verso le ore 15.30 si riparte transitando prima in zona "Tureddu" ove è situata una pianta di leccio di enormi dimensioni cresciuta su di una roccia, si prosegue poi per "Su vadu e S’eni", spettacolare bosco di lecci e alberi di tasso secolari, si arriva fino a Monte Novo S. Giovanni, tacco calcareo alto 1316 m. s.l.m., ricco di rare erbe aromatiche spontanee, dalla cui cima si può ammirare un ampio e bellissimo panorama.    

           

II Itinerario: Montes de jossoPartenza da Orgosolo a bordo di fuoristrada alle ore 9.00, sosta a "S’Ishala de S’arenarju" porta d’accesso nel lato ovest al Supramonte; qui è consigliabile, visto il panorama che si presenta, avere a portata di mano strumenti fotografici per effettuare riprese. Nelle vicinanze è sito un arco impresso sul calcare, da qui si procederà in direzione "Juvanne Grehu" ove, una volta abbandonati i fuoristrada ha inizio la marcia lungo un sentiero che ci condurrà a "Taletho", piccoli invasi d’acqua piovana creatisi naturalmente sul calcare, a cui mufloni e cinghiali fanno ricorso per dissetarsi nelle stagioni più calde; "Pistohu", antichi ovili in pietra e legno, tipiche dimore dei pastori supramontani; "Su Sielhone", dolina carsica di proporzioni gigantesche; Da qui si risale lungo un sentiero fino a costeggiare i due Nuraghi più caratteristici del Supramonte e si arriva, dopo circa un paio d’ore di marcia al punto di recupero, ove una volta guadagnati i fuoristrada, si attraversa "Su campu de su mudelhu" (il campo dei cisti e ginepri). Il pranzo, con gustosi prodotti tipici (arrosti, salumi, formaggi e ottimo vino cannonau) è previsto per le ore 13.30, e si terrà all’interno di un "pinnetti", tipica abitazione degli antichi pastori, costruita da pietre e frasche. Verso le ore 15.30 si riparte transitando in zona "Su vadu e s’eni", spettacolare bosco di lecci e alberi di tasso secolari, si arriva fino a Monte Novo S. Giovanni, tacco calcareo alto 1316 m. s.l.m., ricco di rare erbe aromatiche spontanee, dalla cui cima si può ammirare un ampio e bellissimo panorama.

 

III Itinerario: Montes de susu

Partenza da Orgosolo, si segue la strada di Funtana Bona e sosta presso la fonte di "Polharjoos" ove è possibile effettuare scorta d’acqua, si prosegue poi verso la radura di "Ottulu" e da quì si intraprende il sentiero che conduce in località "Malaviu", zona panoramica ricca di erbe aromatiche e luogo popolato da fauna di vario tipo, fra cui mufloni e cinghiali. A breve distanza, è possibile visionare una dolina carsica denominata "Adarre", particolare in quanto al suo interno è presente, nonostante la scarsa luminosità, della vegetazione. L’area gode di un panorama spettacolare in modo particolare nel versante sud Supramonte, è consigliabile quindi avere a portata di mano telecamere ed apparecchi fotografici. Qui, nel periodo primaverile è possibile visionare i prati di peonia in fiore, che creano un magnifico contrasto con l’azzurro del cielo ed il bianco calcare. Si procede poi in direzione al Nuraghe Mereu, maestoso esemplare d’arte nuragica, interamente costruito da massi di pietra calcare bianca. Dalla cima del nuraghe è possibile ammirare un indimenticabile paesaggio con vista sulla gola di "Gorroppu". Si continua poi verso "Su Disterru" profonda voragine che si presenta in maniera improvvisa agli occhi del visitatore. Il pranzo è composto di gustosi prodotti tipici (arrosti, salumi, formaggi e ottimo vino cannonau) e si terrà all’interno di un "pinnetti", tipica abitazione degli antichi pastori, costruita da pietre e frasche.

 

IV Itinerario: Supramonte e gola del Gorroppu

Partenza da Orgosolo a bordo di fuoristrada alle ore 8.30, sosta a "Funtana bona" ove e possibile fare scorta d’acqua, si procede fino ad arrivare in zona "Su vadu de Luisu" ; qui una volta abbandonati i fuoristrada inizia la marcia a piedi fino ad arrivare al Nuraghe Mereu, interamente costruito da massi di pietra calcare bianca. Dalla cima del nuraghe è possibile ammirare un indimenticabile paesaggio con vista sulla gola di "Gorroppu", è consigliabile avere a portata di mano apparecchi fotografici e telecamere. Si continua fino ad arrivare al secondo nuraghe, denominato "Presethu Tortu" fortificato da spesse mura e da qui inizia l’ingresso nello spettacolare canyon di "Gorroppu", racchiuso dalle pareti verticali più alte d’Europa, ove scorre il Rio Flumineddu, Il percorso seguirà per un lungo tratto il percorso del fiume, le sue anse ed i piccoli bacini che questo, col passare del tempo ha creato. In due tratti della gola è necessario fare ricorso ad attrezzature specialistiche (imbraghi, discensori e corde) per effettuare dei piccoli "salti". Il gruppo sarà affiancato durante tutta l’escursione da guide professionali, in grado di permettere il superamento di tali difficoltà in completa sicurezza e di far conoscere, all’occhio del visitatore, ogni peculiarità naturalistica e paesaggistica presente nell’escursione. Il pranzo al sacco, con gustosi prodotti tipici, verrà consumato all’interno della gola. Il recupero con i fuoristrada è previsto per le ore 18.30 in
località "Oddoene" (agro di Dorgali).

 

V Itinerario: Su Gologone e Tiscali

Partenza da Orgosolo a bordo di fuoristrada e sosta a "Su Gologone", risorgiva carsica ove e possibile fare scorta di ottima acqua. Si attraversa la vallata di "Lanaitto", poi, una volta abbandonati i fuoristrada si cammina su sentiero sterrato ricco di rare erbe aromatiche spontanee, per circa un’ora fino a raggiungere il villaggio nuragico di "Tiscali", molto bello e caratteristico in quanto costruito all’interno di una dolina carsica. E’ possibile visionare le antiche capanne in pietra e legno di ginepro, che migliaia di anni fa ospitarono le popolazioni del luogo. E’ previsto il pranzo tipico con i pastori all’aperto oppure, a scelta all’interno di una struttura agrituristica; in ogni caso il menù risulta ricco di salumi, formaggi, arrosti e ottimo vino Cannonau.

 

VI Itinerario: Monte Novo S. Giovanni

Partenza da Orgosolo a bordo di fuoristrada e sosta a "Funtana bona", sorgente da cui si origina il fiume Cedrino, ove e possibile fare scorta di ottima acqua, si procede fino ai piedi del Monte Novo S. Giovanni, tacco calcareo alto 1316 m. s.l.m., ricco di rare erbe aromatiche spontanee, (ricordiamo l’Elicriso, la Lavanda, l’Efedra nebrodensis) dalla cui cima si può ammirare un ampio e bellissimo panorama ed i resti di un antico villaggio nuragico. La salita che porta in cima al monte si effettua interamente a piedi e dura circa 15 minuti. Si procede successivamente su fuoristrada fino a raggiungere i "Pinnetti" tipiche ed antiche dimore dei pastori costruite da pietre e frasche, site in località "Su vadu e s’eni", spettacolare bosco di lecci e alberi di tasso secolari. Dopo una breve sosta si arriva in prossimità di un maestoso esemplare di leccio (plurisecolare) denominato "Sa elihe de Tureddu", cresciuto su di una roccia.

 

GITA SUL GENNARGENTU

L’escursione parte dal "tetto della Sardegna", la parte piu’ alta del massiccio del Gennargentu, sul quale e’ situata Fonni , recente meta del turismo interno. Ma la caratteristica del centro montano rimane la sua tradizionale economia che poggia sulla pastorizia e l’allevamento. Tenacemente resistono a Fonni, anche nella vita di tutti i giorni, le antiche usanze e le antiche feste legate al ciclo delle attivita’ pastorali. Interessantissimo il Santuario della Vergine dei Martiri, dove la domenica dopo la Pentecoste si svolge una vera e propria festa della primavera che richiama pellegrini da tutta la zona. Da Fonni partono le escursioni e le ascensioni per Punta La Marmora e le altre cime del Gennargentu. Si discende verso Ponte Aratu mentre, curva dopo curva, si scoprono le prospettive del lago artificiale del Gusana, un vero e proprio specchio d’acqua di sapore alpino, con le rive contornate da dense foreste, sempreverdi di querce, roveri, lecci e mille altre essenze mediterranee. Proseguendo verso il Sud, si attraversano i paesi di Ovodda e Tiana per giungere a Tonara.Centro montano di suggestiva bellezza nei suoi quartieri di Ilala’, Toneri, Teliseri, Arasule’, famoso in tutta la Sardegna per la produzione di uno squisito torrone e per i legni intagliati, oggi e’ centro di villeggiatura e meta di escursioni. Interessante e’ la tipica fonte di Galuse’. Notevolissima è la produzione artigiana.Lasciata Tonara, la strada discende lungo la fantastica vallata dove la quercia si mischia con i noccioli ed i castagni, sino a Belvi’. Il piccolo e grazioso centro appare all’improvviso, incastonato nel verde brillante del bosco e dei giardini di ciliegie, Degna di nota è l’architettura tipica dove spiccano balconcini di legno con graziose colonnine di ringhiera, abilmente traforate. A Belvi’ si puo’ visitare il museo di storia naturale sarda. In esso si possono ammirare quasi tutte le specie di volatili ed animali selvatici che vivono o che migrano in Sardegna, accuratamente impagliate. Possono essere osservate l’aquila reale, l’avvoltoio degli agnelli, fenicotteri, aironi, anitre di ogni specie, pernici sarde, beccacce, chiurli ed ogni altra specie dell’avifauna, compreso il raro falco della palude. Nel museo sono bene rappresentati anche mufloni, cinghiali, cervi (del ceppo autoctono sardo), lepri, gatti selvatici, ed anche animali domestici come capre e pecore. Gli itinerari presentati sono solo una parte  di quelli che l’interno della Sardegna può offrirVi, non scoraggiateVi se ogni tanto…le indicazioni stradali spariscono…nei paesini qualcuno sarà ben sempre disponibile a darvi un indicazione! Amare la Sardegna non vuol dire amarne il Mare bisogna conoscerLa …molte volte come nelle persone le cose più belle sono "all’interno" .. vanno solo scoperte!

-Un ringraziamento particolare per la disponibilità e il materiale e fornito a Efisio Manca (Excursion Natura Orgosolo )operatore locale del luogo che opera dal 1997  nel settore del turismo ambientale , Excursion Natura  propone itinerari naturalistici, paesaggistici, archeologici e storici, capaci di offrire al visitatore momenti d’autentica integrazione nell’ambiente incontaminato del Supramonte e territori limitrofi, mantenuti intatti negli anni dalle popolazioni che li hanno vissuti. Offre la possibilità di passare una o più giornate a contatto con le genti del luogo, con le loro tradizioni e la loro storia, visitare i murales ed il centro storico di Orgosolo o i suggestivi paesaggi naturalistici ed archeologici del Supramonte ove ancora vive l’Aquila Reale ed il Muflone, nelle coloratissime distese di Peonie all’ombra di foreste di Lecci e secolari Tassi.ExcursioNatura. Efisio e tutto il team Vi guideranno tra suggestivi percorsi,  la cui conoscenza non può mancare nel bagaglio di chi vuole vivere la Sardegna più vera, come la Gola di Gorroppu -rio Flumineddu- caratterizzata dall’altezza delle sue pareti verticali, infatti, risulta essere tra i canyon più alti d’Europa, oppure il Nuraghe Mereu -nuraghe bianco- magnifico esemplare d’arte nuragica sito nel cuore del Supramonte o a Tiscali, villaggio nuragico costruito all’interno di una dolina carsica.ExcursioNatura significa guide esperte che ti accompagneranno nelle escursioni a bordo di fuoristrada, a cavallo, su mountain bike o trekking alla ricerca di angoli
e panorami particolari tra sentieri ricchi dei profumi delle erbe aromatiche che crescono spontanee, quelle stesse erbe che vengono utilizzate per l’aromatizzazione degli arrosti, degli insaccati e dei formaggi che si possono degustare all’interno dei caratteristici "pinnetti", gli antichi ovili costruiti in pietra e legno, a contatto con i pastori del luogo. BUONA SARDEGNA A TUTTI!

 

Una risposta a “Barbagia, che passione!”

  1. Cara Tiziana, come non ricordare quando parlavi della Barbagia e ti brillavano gli occhi? E chi meglio di te può descrivere quei luoghi che sentivi tuoi anche senza esserci cresciuta? La ricchezza dei sardi di seconda generazione è tutta qui: grazie mille per averci riportato questo scorcio di paradiso.

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